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Genitori e Adolescenti

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Un viaggio verso la crescita

Cara dottoressa,

sono Lucia, la mamma di un ragazzo di 15 anni, le scrivo perché vorrei riuscire a capire cosa sto sbagliando con mio figlio. Ho sempre avuto un buon rapporto con lui, a casa scherzava e mi raccontava cosa accadeva a scuola e con gli amici. Ma da qualche tempo non lo riconosco più, è sempre imbronciato e pronto a criticare ed a sbuffare per qualunque cosa io e mio marito gli diciamo. Mi sento delusa da lui e dal suo comportamento così chiuso e disinteressato nei confronti della famiglia, sembra che stia bene solo quando sta con i suoi amici, e l’unico suono che proviene da parte sua è quello del suo cellulare e della porta della camera che si richiude alle sue spalle. Mi aiuti a capire come mi posso comportare.

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Cara Lucia,

come accade in ogni famiglia, nell’età adolescenziale i figli cambiano e se prima erano dolci, completamente devoti e “complici”, nel giro di pochi mesi alzano un muro invalicabile, vogliono essere indipendenti ed organizzare il loro tempo libero con gli amici. Di colpo un genitore si rende conto che non può più pianificare la loro vita, e che ciò che pensa e desidera per loro conta ben poco. Iniziano quindi ad emergere dei dubbi sulle modalità di relazionarsi con i figli e ci si sente confusi. Anche noi siamo stati adolescenti, e forse le sarebbe utile Lucia, per avvicinarsi di più a suo figlio, ricordare come ha vissuto i suoi 15 anni, quali erano i suoi pensieri e i suoi maggiori interessi a quell’età. Sono sicura che questo l’aiuterebbe a riconoscere il cambiamento di suo figlio e a comprenderlo meglio.
Come ricorderà l’adolescenza non è solo un momento spensierato e gioioso: è l’età delle grandi domande sul senso della vita, dei primi innamoramenti e delle prime delusioni, di euforia e disperazione. Una fase dell’esistenza dove tutto appare assoluto: bianco o nero, giusto o sbagliato, buono o cattivo.
L’adolescenza è un passaggio cruciale per un figlio, ma anche per i genitori: non è un’avventura che vede il ragazzo da solo affrontare il suo viaggio verso l’età adulta, ma rappresenta un processo di crescita per l’intera famiglia. In questa fase occorre approdare ad una nuova concezione dell’essere genitore, in cui l’autorevolezza non si ritrova a suon di regole, di urla o di minacce, né facendo gli “amici dei figli”, ma dando loro sani e appassionati esempi di vita, perché un genitore è il necessario parametro di riferimento oltre a fornire contenimento.
Gli adolescenti tendono a mettere in discussione l’autorità dei genitori, ribellandosi alle regole e richiedendo una maggiore libertà per affermare la loro indipendenza.
Mettere in discussione le regole ha la funzione di sfidare il genitore e di stabilire il limite oltre cui non è possibile andare. Se questo limite viene trasmesso in termini positivi, la regola verrà vissuta da suo figlio come protettiva, se viene percepita come ingiusta e persecutoria, violarla diventerà per lui un modo per affermare se stesso e definire il proprio potere.
Quindi è fondamentale non esasperare i contrasti e non alimentare la contrapposizione, eviti perciò l’atteggiamento ipercritico sperando di ottenere valide reazioni, e non faccia mai delle proibizioni senza spiegarle adeguatamente.
I figli hanno bisogno soprattutto di sentirsi ascoltati, non di ricevere consigli non richiesti. Quando si troverà in difficoltà sarà suo figlio a venire da lei o da suo marito. E’ in quel momento che potrete aiutarlo, senza criticarlo, evitando il fatidico “te l’avevo detto”, lo farete parlare. Chiedetegli come si sente e di cosa ha bisogno, dandogli fiducia e infondendogli la sicurezza che riuscirà a farcela.
Anche l’umorismo e l’autoironia a volte può aiutare, il ridere insieme, talvolta anche l’uno dell’altro, può consentire di sdrammatizzare alcune difficoltà, cogliendone anche gli aspetti paradossali o comici. In tal modo riuscirà a spiazzare e ad incuriosire suo figlio, e a portare un po’ di leggerezza.
La saluto augurandole di ritrovare un nuovo equilibrio nel rapporto con suo figlio.

D.ssa Laura Cenni

Per le vostre domande: psicologicamente@urloweb.com