Home psicologicaMENTE

Il patto infranto

SHARE
separazione-e-figli-piccoli-640x320

Quando la conflittualità inasprisce la separazione

Buonasera Dottoressa, 

Mi chiamo Dario ed ho 44 anni, le scrivo perché mi sento piuttosto demoralizzato, e vorrei chiederle un parere professionale. Tre anni fa io e mia moglie abbiamo deciso di separarci, la nostra convivenza ormai era diventata insostenibile, non ci sopportavamo più, litigavamo in continuazione, e speravo che con il mio allontanamento, sia noi che nostro figlio saremmo riusciti a ritrovare una maggiore serenità. Ma purtroppo questa cosa non è ancora possibile, perché continuiamo a litigare e a non trovare un accordo su niente. Ultimamente sto cominciando a preoccuparmi perché anche nostro figlio sta risentendo di questa situazione ed è insofferente, ha crisi di pianto e a volte mi rifiuta. Non vorrei che la madre parli male di me con lui. Credo proprio che dovremmo prendere dei provvedimenti, ho sentito parlare di mediazione familiare, vorrei capire se nel nostro caso sarebbe utile ricorrere a questo servizio.

*****

Caro Dario,
Mi rendo conto che la situazione non è semplice, separarsi è senza dubbio un’esperienza complessa e molto dolorosa che non vede solo la fine del patto coniugale, ma anche il mutamento di un nucleo familiare che con il tempo si deve riorganizzare.
Del resto non è facile prendere le distanze da una relazione così importante e la conflittualità ha in qualche modo la funzione inconsapevole di mantenere un legame, anche se questo crea risentimento e frustrazione.
La difficoltà nell’elaborare la separazione e il non riuscire a prendere consapevolezza delle reciproche responsabilità che hanno causato la rottura della vostra unione probabilmente sono la causa di questo conflitto, e vi impediscono di cooperare come genitori.
Da ciò che mi dice è chiaro che suo figlio vive con sofferenza questa mancanza di serenità. Non è, infatti, la separazione in sé ad essere traumatizzante per i figli ma il protrarsi di questo clima conflittuale tra voi genitori e l’essere immersi e coinvolti nelle vostre dispute.
Purtroppo a volte i figli possono diventare un tramite attraverso il quale si esprime la lotta tra gli ex coniugi e nel trovarsi coinvolti nelle dispute, rischiano di sentirsi contesi o trascurati, indotti a scegliere con quale genitore schierarsi. Tutto ciò li indurrà a vivere conflitti di lealtà, sentimenti di colpa, senso di inadeguatezza fino a provare rabbia e un bisogno di rivalsa, con conseguenze sul loro benessere psicofisico e sulla loro qualità di vita anche futuri.
Quindi Dario, mi fa piacere sapere che ha sentito l’esigenza di cercare una soluzione ed è importante che lei e sua moglie vi prendiate cura di tutelare vostro figlio dai problemi inerenti al fallimento della vostra unione, e facciate del vostro meglio per creare le condizioni affinché la separazione evolva in modo tale che lui possa viversi un legame solido e sereno con entrambi. Le consiglierei a questo proposito di rivolgersi ad uno psicoterapeuta che tratta problematiche di coppia e mediazione familiare, in modo tale che vi possa aiutare in questo percorso.
La Mediazione Familiare è un procedimento che favorisce un clima di fiducia e parità tra i partner ed ha l’intento di rendere la coppia protagonista e responsabile nella gestione del conflitto in un’ottica di continuità genitoriale.
Infatti, i due obiettivi principali sono di accompagnare i genitori in conflitto nella ricerca di soluzioni reciprocamente soddisfacenti per sé con un’attenzione particolare per i figli ed aiutarli a ritrovare una comunicazione il più possibile funzionale che permetterà loro di rispettare gli accordi e di essere capaci di trovarne altri in base all’evoluzione dei bisogni di tutti i membri della famiglia e dei cambiamenti che si verificheranno nella loro vita.
Il percorso generalmente prevede un numero massimo di circa 12 incontri nei quali ci sarà la possibilità di trattare tutte le tematiche inerenti l’organizzazione della separazione, sia nei suoi aspetti emotivi sia in quelli materiali, in quanto tutti facenti parte integrante degli scambi relazionali tra i componenti di una famiglia e quindi possibili oggetti di negoziazione dei nuovi patti della coppia separata.
Le faccio i miei più cari auguri.

Dott.ssa Laura Cenni
Psicologa, Psicoterapeuta
Mediatrice familiare

Leggi gli altri articoli della rubrica PsicologicaMente