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Il ‘sano egoismo’

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Quando pensare al proprio benessere non significa danneggiare gli altri

Buongiorno dottoressa, 

mi chiamo Luisa, ho 32 anni e da molto tempo non ho una relazione stabile e che funzioni e non capisco davvero il motivo: cerco di far felice la persona che ho accanto, sono generosa, cerco di essere e fare ciò che l’altro desidera mettendo da parte i miei desideri, cerco di comprendere e giustificare sempre gli altri, eppure tutte le storie finiscono presto e male: quando chiedo io qualcosa, non trovo mai nessuno disposto a darmela. Anche nella relazione che sto vivendo attualmente, è così. I miei amici mi dicono che dovrei essere più egoista, ma il mondo è pieno di persone egoiste, a me hanno insegnato tutt’altro e se sono egoista mi sento cattiva. Lei cosa mi consiglia?
Puo’ davvero essere una cosa buona essere egoisti?

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Buongiorno Luisa,

comprendo i suoi dubbi: sentirsi egoisti può farci stare molto male, è vero. E perché ci succede, esserlo è sempre sbagliato? E i suoi amici le stanno consigliando di fare qualcosa che potrebbe danneggiarla? Che cosa significa essere egoisti?

L’enciclopedia Treccani definisce egoismo “l’atteggiamento di chi si preoccupa unicamente di sé stesso, del proprio benessere e della propria utilità, tendendo a escludere chiunque altro dalla partecipazione ai beni materiali o spirituali ch’egli possiede e a cui è gelosamente attaccato”. In Wikipedia per egoismo si intende “un insieme di atteggiamenti e comportamenti finalizzati unicamente, o in maniera molto spiccata, al conseguimento dell’interesse del soggetto che ne è autore, il quale persegue i suoi fini anche a costo di danneggiare, o comunque limitare, gli interessi del prossimo” .

Come può vedere, l’accento è sul pensare unicamente a sé stessi e non preoccuparsi se si reca danno all’altro. Oggi la definizione di egoismo sembra essersi allargata a “pensare prima a sé stessi che agli altri”. Si insegna ai bambini a dare, ad essere generosi, a non tenere le cose per sé, a non dare un dispiacere a mamma, a papà, al nonno, ecc.. alimentando forti sensi di colpa quando si cerca di perseguire il proprio benessere individuale. Ma esiste una forma di “sano egoismo” che consiste nel pensare prima al mio benessere, chiedermi cosa è meglio per me e cosa mi serve per stare bene, e poi a quello dell’altro. Escludendo il rapporto di un genitore verso il figlio, quando si parla di rapporti tra pari, avere chiaro quello che si desidera e chiederlo non è egoismo, è tutela dei propri desideri e bisogni.

Se, come lei scrive, tende a relazionarsi cercando di essere come l’altro desidererebbe che lei fosse, facendo sempre ciò che l’altro vuole, non solo non permetterà al suo partner di conoscerla, ma la porterà ad essere insoddisfatta: il suo partner penserà che lei sia contenta e crederà che i propri desideri siano anche i suoi, in quanto lei non ha mai espresso ciò che realmente vorrebbe, e lei si sentirà sempre scontenta pensando di aver vicino un egoista che pensa solo a sé stesso senza preoccuparsi di lei. Quello che i suoi amici le stanno probabilmente consigliando è di cominciare ad individuare cosa vorrebbe, cosa la farebbe stare bene e fare il possibile per ottenerlo. Molte persone ad un certo punto della loro vita si accorgono che sono passate dal vivere cercando di sostenere papà, aiutare mamma, ecc, a prodigarsi per l’amica, il partner e non si sono mai chieste che cosa vorrebbero per sé. Pensare al proprio benessere non significa calpestare gli altri: una persona soddisfatta può dare all’altro ed essere generosa di più e meglio in quanto non cerca nella soddisfazione dei bisogni dell’altro la soddisfazione personale. Quindi il consiglio che le do, Luisa, è di provare a pensare maggiormente a sé ed a ciò che vorrebbe: i suoi amici hanno ragione. Anche in amore non bisogna mai perdere di vista sé stessi.
Non deve sentirsi cattiva, Luisa, tutt’altro: lei stessa è la prima persona alla quale deve volere bene.

Cordiali saluti.

Dott.ssa Silvia Sossi
Psicologa-psicoterapeuta

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