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La psicoterapia può danneggiare i familiari?

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litigio

Le difficoltà nei rapporti familiari affrontate da PsicologicaMente

Buongiorno

vi scrivo per chiedere alcune delucidazioni su come funziona la psicoterapia e premetto che sono molto arrabbiata. Mia figlia Angela di 23 anni, con la quale ho sempre avuto un ottimo rapporto di amicizia, soffre da quando andava a scuola di attacchi d’ ansia ed io l’ho sempre aiutata accompagnandola ovunque, sacrificandomi, pur di farla stare tranquilla, e tra di noi le cose andavano bene. Da quando, qualche mese fa, Angela ha iniziato un percorso di psicoterapia è notevolmente cambiato in peggio il suo atteggiamento nei miei confronti: è aggressiva, non mi racconta niente né della terapia né di altro ed è arrivata addirittura a dirmi “devi fare la madre non l’amica”. Ma gli psicologi mettono i figli contro i genitori? Ho provato a contattare la sua psicoterapeuta ma non ha voluto parlarmi, mi sento completamente tagliata fuori. L’ansia è molto diminuita ma era meglio l’ansia che questo comportamento distaccato ed aggressivo. Cosa faccio? Smetto di pagarle le sedute, insisto per parlare con chi la segue? Può la sua psicologa negarmi un confronto?

Grazie. Ada

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Buongiorno Ada,

la sua domanda mi consente di affrontare, se pur brevemente, quelle che sono generalmente le regole di una psicoterapia, i cambiamenti che può provocare e le reazioni dei familiari.
Innanzitutto il comportamento della terapeuta di sua figlia è corretto: sua figlia è maggiorenne, non ha bisogno del suo consenso ed è fondamentale, affinchè la terapia possa funzionare, che si crei tra loro un legame di fiducia. La professionista non può assolutamente incontrarla o parlare con lei ,se vuole tutelare la relazione terapeutica. Eventualmente, se lo riterrà utile, potrà, successivamente, organizzare uno o più incontri insieme a lei e a sua figlia, ma solo se si pensa che possa esserle utile e se Angela lo vorrà.
Quando una persona decide di affrontare un percorso psicoterapeutico, scelta di per sé difficile, è, ovviamente, perché sta vivendo un disagio, nel caso di sua figlia di un disturbo d’ansia di qualche tipo. Affrontare un disagio significa cercare di capire che cosa l’ho ha originato e ciò si fa anche attraverso la propria storia e le relazioni importanti della propria vita. E’ quindi frequente che si sia portati a riflettere sulle prime relazioni , quelle con i genitori. E che ciò possa portare a vedere alcuni comportamenti, propri e dell’altro, da un altro punto di vista. Se sua figlia si sta dimostrando arrabbiata verso di lei, sicuramente la rabbia c’era anche precedentemente, solo che ora riesce a riconoscerla e ad indirizzarla verso di lei. Questo non significa affatto che le voglia meno bene. Comprendo che questo “distacco” possa disorientarla e preoccuparla, ma, creda, può essere un’ottima occasione di evoluzione per entrambe. Probabilmente Angela ha bisogno di dirle alcune cose, anche di rivendicarle, per poi poter instaurare con lei un rapporto diverso, più maturo. Sua figlia le sta dicendo che è cresciuta, sta cambiando, il vostro rapporto è necessario che si modifichi. Angela probabilmente si è anche resa conto che desidera da lei un comportamento maggiormente da genitore, forse un punto di riferimento, che da amica: di amiche nella vita ne potrà trovare, ma di mamma c’è solo lei. All’interno di una famiglia alcune cose possono succedere ed il bello è che si può sempre fare qualcosa per far sì che vadano meglio. Ogni sintomo ha un significato, se, come dice, sua figlia sta meglio significa che sua figlia, insieme alla sua terapeuta, sta facendo un buon lavoro e sono certa che lei , al di là della rabbia e della delusione, ne è felice. Probabilmente è necessario un cambiamento nel vostro rapporto, sua figlia si sta mettendo in discussione attraverso la terapia e le sta chiedendo di fare altrettanto. La famiglia è un sistema complesso, se un membro affronta dei cambiamenti, ciò porta dei mutamenti all’interno di tutta la famiglia. Faccia il possibile per tentare di capire cosa Angela le sta chiedendo, cosa vorrebbe da lei: qualsiasi cosa sia successo, lei è la persona che la conosce più profondamente e sicuramente la può aiutare a stare sempre meglio. A volte si pensa che quando una persona va in terapia poi lascerà la moglie o il marito, litigherà con i genitori….la rassicuro: non è così. Certo, può succedere che una persona si renda conto che alcune cose non funzionano più, ma in molte altre attraverso un individuo che va in terapia, si può “curare” la relazione di coppia o migliorare i rapporti familiari.
Cerchi di avere pazienza e di sostenere Angela nel suo percorso e sono certa che troverete un modo diverso, che possa soddisfare entrambe, per andare nuovamente d’accordo.
Cordiali saluti.

Dott.ssa Silvia Sossi

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