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La trappola del dubbio

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L’ossessione compulsiva spiegata da PsicologicaMente

Buongiorno Dottoressa,

Le scrivo perché negli ultimi mesi la mia vita è diventata un incubo, e non so come fare per uscirne. A luglio scorso, dopo 10 anni, la relazione che avevo con la mia compagna si è conclusa, successivamente ho subito un intervento chirurgico, in seguito alla scoperta di un tumore benigno. Da allora non riesco più a guidare la macchina perché mi sento estremamente insicuro e temo sempre di poter investire qualcuno o di commettere qualche imprudenza, quando sono solo in casa controllo costantemente la valvola del gas o le serrature delle porte. Sono in cura da uno psichiatra che mi ha diagnosticato un disturbo ossessivo-compulsivo e sto prendendo dei farmaci, ma anche per assumerli ho sempre paura di sbagliare e ho chiesto a mia madre di somministrarmi lei la cura, così come di aiutarmi a controllare che il gas, porte e finestre siano chiusi. Tutto questo mi ha costretto ad una dipendenza dai miei genitori, ma capirà che a 48 anni non è semplice, e mi sento profondamente avvilito

Paolo

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Caro Paolo,
comprendo il profondo malessere che esprime, del resto mi rendo conto che sentirsi assalito da continue paure è assolutamente invalidante e le può dare la sensazione di sentirsi in trappola. Una trappola generata da lei stesso, anche se questo può sembrarle così impossibile.
La conclusione della sua relazione e l’intervento subìto sono stati due eventi importanti che probabilmente le hanno fatto sperimentare in maniera molto intensa il senso di vuoto e di solitudine associati alla paura, innalzando dentro di lei il livello di ansia.
Generalmente, come lei ben sa, questo disturbo compare in un periodo di vita piuttosto difficile, quei pensieri ossessivi che la tormentano sono costituiti da idee, impulsi, immagini che insorgono improvvisamente nella sua mente e sfuggono al suo controllo, tanto da generare preoccupazioni irrazionali o
Il disagio che prova la spinge a mettere in atto tre strategie,

  • La strategia dell’evitamento, che consente di ridurre momentaneamente la paura, ma al tempo stesso non fa che confermare la pericolosità della situazione evitata;
  • la  costante  richiesta di rassicurazione e di aiuto da parte dei suoi genitori che inizialmente può darle la sensazione di sentirsi protetto, ma successivamente non fa altro che darle la conferma di non riuscire a anziché alleviarlo;
  • Una sequenza ritualizzata di comportamenti messi in atto per ridurre il disagio e l’ansia provocati dai pensieri ossessivi, che la inducono a controllare ripetutamente di aver chiuso le porte di casa, il rubinetto del gas, la portiera della macchina

Questi comportamenti, definiti compulsioni, possono riguardare diverse tematiche come il controllo, l’ordine e la simmetria, la contaminazione, l’accumulo, e la superstizione. In generale tutte le compulsioni, con il tempo, si trasformano in rigide regole di comportamento e sono spesso bizzarre.

Non ci sono teorie precise sulle cause del disturbo ossessivo-compulsivo, probabilmente è dovuto all’interazione tra fattori neurobiologici, psicologici, e influenze ambientali.
Dalle ricerche si evince che una modalità educativa piuttosto severa con grande attenzione alle regole e con punizioni sproporzionate e/o difficilmente prevedibili, è un elemento che generalmente si trova nella storia di coloro che presentano questo disturbo, sono aspetti educativi che probabilmente favoriscono il forte senso di responsabilità e la sensibilità alla colpa.
Nel suo caso, Paolo, mi sembra di capire che l’insorgere di eventi probabilmente inaspettati ha scatenato inconsapevolmente dentro di lei un bisogno irrefrenabile di avere il controllo della realtà, ed anche un grande bisogno di rassicurazione, che lo ha costretto a chiedere ai suoi genitori di essere sostenuto.
Quindi le consiglio vivamente di associare alla cura farmacologica un intervento terapeutico che le consenta di rompere questi equilibri disfunzionali che ha messo in atto e che non fanno altro che autoalimentare il suo malessere.
Le assicuro che con l’aiuto di un esperto riuscirà a recuperare la sua autonomia e a riprendere in mano la sua vita.
Un caro saluto.

Dott.ssa Laura Cenni
Psicologa, Psicoterapeuta

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