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Lo specchio magico

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specchio magico

La differenza tra come ci sentiamo e come ci vediamo

Buongiorno Dottoressa,

sono Maurizio, il padre di una ragazza di vent’anni che negli ultimi anni si è allontanata dagli amici, e trascorre spesso le sue giornate chiusa in casa. La vedo triste, insoddisfatta, sempre pronta a criticare il suo aspetto fisico, occupa gran parte della giornata concentrandosi esclusivamente su quelli che ritiene essere dei difetti, lamentandosi di avere il naso troppo grande, le cosce troppo grasse, dei brutti piedi, ma in realtà non è così. Infatti è una bellissima ragazza ed anche la sua migliore amica rimane sconcertata per queste sue fissazioni che sinceramente non riusciamo a capire. Qualche giorno fa mi ha detto che si vergogna di uscire perché si vede troppo brutta e vorrebbe rifarsi il naso, ma non ha assolutamente un brutto naso, e a me questa sua ossessione sembra assurda, non capisco cosa le stia succedendo.

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Caro Maurizio,
comprendo la sua preoccupazione e l’esigenza di capire il comportamento di sua figlia, e a tal proposito mi chiedo…cosa, e chi vediamo davvero quando ci guardiamo allo specchio?
L’immagine che vediamo riflessa in realtà non è semplicemente la nostra immagine, ma il rapporto che un individuo intrattiene con lo specchio è molto più complesso, ed implica un dialogo tra “come ci sentiamo e come ci vediamo”. Col pennello della nostra emotività andiamo a dipingere ogni volta un ritratto diverso a seconda di ciò che viviamo in quel dato momento. La ricerca della propria identità, passa anche attraverso l’osservazione della propria immagine corporea, ed è importante identificarsi in ciò che vediamo, potersi riconoscere e stabilire un rapporto tra ” come siamo e come vorremmo essere”.
Dalla sua descrizione Maurizio, sua figlia sembra manifestare i sintomi della dismorfofobia o dimorfismo corporeo, un disturbo psicologico caratterizzato da una visione distorta del proprio aspetto esteriore indotta da un’eccessiva preoccupazione per la propria immagine corporea. Chi ne soffre, non riesce a vedersi con obiettività davanti ad uno specchio: l’immagine riflessa sarà sempre troppo grassa, il naso troppo storto, i capelli troppo radi, il seno troppo piccolo, ecc… Questa percezione alterata della propria immagine domina la vita della persona e le preoccupazioni spesso diventano incontrollabili fino a portare il soggetto a passare molte ore della giornata a rimuginare sul difetto fisico, che viene ingigantito talmente tanto da diventare un pensiero fisso. Questo pensiero finisce col diventare un’ossessione, e la persona cercherà di evitare in tutti i modi di mostrare quel difetto, anche a costo di compromettere la propria vita sociale.
Infatti, come sta accadendo a sua figlia Maurizio, questo disagio mina la propria autostima, generando insicurezza e inducendo l’individuo ad isolarsi o a far sfociare l’angoscia in comportamenti fobico-ossessivi a cui potrebbero associarsi disturbi correlati come stress emotivo, anoressia e bulimia.

Il disturbo si presenta soprattutto in età adolescenziale in entrambi i sessi, nel caso in cui coinvolge soggetti adulti, è più grave e complesso.
Soprattutto durante il periodo dell’adolescenza, le trasformazioni puberali e l’emergere di una realtà pulsionale difficile da accettare rendono molto delicato il rapporto con lo specchio. Il ragazzo si fissa su inestetismi spesso immaginari, ma ciò nasconde in realtà un’angoscia di altro genere legata al riconoscimento di un corpo sessuato e ad esperienze emotive con cui non riesce a dialogare e che proietta sul corpo, rendendolo portavoce di una realtà interiore troppo complessa da accettare.
A tutte le età, comunque, chi soffre di questo disturbo è molto insicuro ed ha un basso livello di autostima, infatti spesso finisce con l’essere coinvolto chi non ha le difese necessarie per proteggersi dall’ideale di perfezione della nostra società in cui i modelli estetici che vengono presentati sulle pagine dei giornali o in tv sono sempre più irraggiungibili e magari ritoccati con la chirurgia estetica.
Infine caro Maurizio, pur non avendo la certezza che sua figlia presenti tale disturbo, ritengo importante consigliarle di contattare uno specialista. Ciò che lei manifesta ci parla di un conflitto interiore e di emozioni inascoltate. Quello che la ragazza vede allo specchio e non le piace riguarda i suoi vissuti personali, che “sposta” sull’immagine corporea, ed un percorso terapeutico la aiuterebbe a recuperare una relazione positiva con la propria immagine di sé e con gli altri.

Le faccio i miei più cari auguri

Dott.ssa Laura Cenni
Psicologa, Psicoterapeuta

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