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Scelgo sempre l’uomo sbagliato?

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uomosbagliato

La risposta alla nostra rubrica PsicologicaMente

Cara dottoressa,

mi chiamo Francesca ho trentacinque anni e sono single.
Negli ultimi anni ho avuto molte relazioni, tutte brevi e poco significative ahimè. E’ proprio questo il problema di cui vorrei parlarle. Nonostante io abbia un grande desiderio di avere una relazione importante, di fare progetti e di pensare ad una futura famiglia, continuo ad incontrare persone sbagliate. Gli uomini che frequento sembrano essere poco interessati ad avere rapporti che possano crescere, le relazioni che ho avuto sono sempre state superficiale ed ogni volta che ho provato a parlare di queste sensazioni inevitabilmente i rapporti si sono interrotti.

Per lungo tempo ho pensato di essere sfortunata o che gli uomini di oggi fossero tutti superficiali, è solo da poco che ho comincia a pensare che forse il problema potevo essere io, possibile che scelgo solo uomini sbagliati????? non riesco a capire come sia possibile e perché nonostante il mio desiderio io non riesca ad avere una relazione con una persona da cui possa sentirmi amata e protetta, mi sento triste e ho l’impressione che non riuscirò mai a coronare il mio sogno.

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Cara Francesca,

la ringrazio per aver scritto, soprattutto perché ha portato alla luce un tema molto importante e delicato come quello della scelta del partner.

In generale la letteratura sull’attaccamento romantico sostiene che la scelta del partner non è mai un fenomeno casuale. Molti autori affermano che le esperienze che ciascuno fa nel corso della propria vita, determinano la formazione di modelli, i quali influenzano in maniera significativa il modo in cui ciascuno di noi vive le relazione con l’altro. Ciò che abbiamo sperimentato da bambini in particolare, influisce enormemente nel nostro modo di costruire relazioni da adulti. Sulla base di quella prima interazione con le nostre figure di attaccamento, per esempio la mamma, impariamo a capire cosa aspettarci da una relazione, quali sono le sue regole, cosa e quanto possiamo avere e dare all’altro. Sono i genitori che ci insegnano come funzionano le relazioni, che cosa voglia dire essere oggetto di cure e attenzioni e che cosa comporta “lo stare con”.Il modello che ci siamo costruiti servirà da bussola nella scelta del partner, il quale verrà scelto allo scopo di consentirci di confermare l’idea di noi stessi e del nostro modo di stare in relazione con l’altro. Se abbiamo avuto relazioni in cui il nostro genitore era poco amorevole e distante tenderemo ad avere una precisa idea di cosa aspettarci dagli altri. Saremo quindi adulti per cui sensazioni come il rifiuto e la delusione saranno all’ordine del giorno .Nonostante le sofferenze che proviamo nel subire rifiuti, tenderemo paradossalmente a scegliere e selezionare partner che maggiormente ci espongono al rischio della sofferenza, in modo da confermare quella percezione degli altri e di noi che ci siamo costruiti tramite le nostre prime esperienze. Molto probabilmente un partner dolce e affettuoso ci apparirà noioso e poco interessante. Questo risponde ad un nostro bisogno di ricercare quello che conosciamo perché questo ci da sicurezza anche a costo della sofferenza.

Non credo Francesca che sia lei il “problema” credo piuttosto che lei come ognuno di noi abbia la sua storia e che questa abbia naturalmente un’influenza sul suo modo di cercare e vivere le relazioni.

Le consiglio di ripartire proprio da qui, da lei e dalla sua storia di vita e quindi di relazione, provare a ricostruire questo potrà aiutarla a capire come lei si muove all’interno delle relazione e che tipo di “modello” la spinge verso relazioni che sembrano essere deludenti e nelle quali sembra sentirsi sempre più insicura e insoddisfatta di lei.
Non sarà un percorso facile ma sono certa che potrà aiutarla.
Un caro saluto,

Dott.ssa Marzia Toscano
Psicologa-Psicoterapeuta

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