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Sono triste o depresso?

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Parte la nuova rubrica ‘psicologicaMENTE’

 

Gentile dottoressa,

mi chiamo Luigi, le scrivo perché è da quasi un anno che mi sento terribilmente triste e comincio a chiedermi se vale la pena vivere in questo modo. Questa domanda mi terrorizza e mi rende preoccupato e senza forze. Non sono sposato e i miei più cari amici sono distanti, molti di loro hanno ormai famiglia e sono sempre impegnati. Passo la maggior parte del tempo concentrandomi sul lavoro che è l’unica cosa che non mi fa pensare che sono un completo fallimento, ma quando esco dall’ufficio mi sento perso e corro a casa con una sensazione d’angoscia e con il pensiero che la mia vita non vale nulla.
Il mio medico di base che mi ha prescritto un antidepressivo, ma non mi ha fatto sentire un granché meglio. Che vuol dire se un antidepressivo non funziona? Non riesco a capire se sono depresso o solo triste, c’è differenza?

Caro Luigi,

la ringrazio per aver condiviso la sua storia e per aver concluso con una domanda importante, dalla risposta che potrebbe sembrare a prima vista scontata, ma che non lo è affatto.
C’è differenza tra la tristezza e la depressione?
Assolutamente sì. Nel gergo comune si utilizzano le parole “tristezza” e “depressione” erroneamente in maniera intercambiabile. “Sono depresso!” per la maggior parte delle persone significa in realtà “Sono triste!”. Questo uso semplicistico dei termini, rende molto frequente domande come la sua e sentimenti di paura collegati all’idea di essere malato.
La tristezza è una risposta normale a eventi negativi che capitano nella vita, essa fa parte di quelle che vengono definite le emozioni universali, cioè presenti in tutti gli uomini a livello innato. Questo sta a significare che è assolutamente naturale e sano esperire momenti di tristezza.
La depressione è, invece, una malattia della psiche caratterizzata da uno squilibrio biochimico del cervello e da sintomi debilitanti che si presentano per un periodo continuativo. Quando confondiamo la depressione e la tristezza, minimizziamo la malattia. La tristezza può essere uno dei sintomi della depressione, anche se alcune persone che soffrono di depressione possono non provare questa emozione. Esse, ad esempio, sperimentano anedonia, cioè incapacità di provare piacere e interesse nelle attività che in precedenza davano soddisfazione. Le persone che soffrono di depressione non riescono a vedere i colori, perché camminano in un tunnel buio dove non filtra la luce e non si sentono appagate dalle loro relazioni e dalla vita in generale, bensì depauperate con difficoltà a godere di tutto. Esse possono sentirsi senza speranza, impotenti, inutile o colpevoli e possono sperimentare una varietà di sintomi cognitivi, come pensiero negativo o distorto, difficoltà di concentrazione, dimenticanza e indecisione. Possono presentare inoltre una serie di sintomi fisici come la stanchezza, il mal di testa e problemi del sonno e dell’alimentazione.
Nei casi di depressione il trattamento farmacologico è indicato, ma dovrebbe essere combinato con una psicoterapia al fine di produrre i migliori risultati terapeutici. Questo perché la risposta farmacologica va’ a ricreare un equilibrio biochimico che non è causa della depressione, bensì il risultato di esperienze di vita e/o abusi che lo infrangono. Questo fraintendimento, produce confusione e spinge le persone a credere che la depressione si possa curare semplicemente prendendo delle pillole.
Non le posso dire se è triste o depresso dalle informazioni ricavate dalla sua lettera, mi sento però, qualora questo dubbio le permanesse, di consigliarle di consultare uno specialista psicoterapeuta e/o psichiatra che la possa aiutare ad affrontare questo momento difficile con gli strumenti più adatti.
La lascio con l’augurio che questo possa essere un primo passo per comprendersi e per ripartire.
Stia bene.

Dott.ssa Valentina Desideri

Per le vostre domande: psicologicamente@urloweb.com

 

 

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