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Al San Paolo District arriva la street art che racconta la città in evoluzione

Dal 28 novembre al 1 dicembre tatuatori e artisti romani daranno vita a una performance live per illustrare con occhi 'nuovi' gli spazi urbani della Capitale

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Un treno che attraversa le epoche, con i cambiamenti e le evoluzioni della città e dei suoi spazi, un racconto attraverso le immagini che avrà come ‘binario’ il San Paolo District, l’ex deposito Atac di via Alessandro Severo 48 recentemente riconvertito in spazio eventi. È questo il progetto del gruppo di artisti romani che, a partire da giovedì 28 novembre e fino a domenica 1 dicembre, metteranno in scena una vera e propria performance di street art che farà da ‘cornice’ allo Street Food Festival, la prima kermesse romana ‘indoor’ dedicata ai food truck, in programma proprio al San Paolo District.

A dare vita all’opera saranno i tatuatori dello studio Eternal City Tattoo, tutti con alle spalle percorsi legati all’arte. Guida e ‘mente’ dell’operazione sarà Diego Furia, in arte ‘Mano’, che al mondo del tattoo è arrivato proprio attraverso i graffiti. Con lui ci saranno anche tanti altri performer tra cui Francesco Cuomo, ‘nato’ fumettista, e Massimo ‘disegnello’ Di Clemente, laureato con lode all’Accademia delle Belle Arti.

La wall art verrà realizzata sul muro di cinta dell’area parking del San Paolo District e avrà come protagonista, appunto, un treno: si partirà dai tempi delle locomotive a vapore per arrivare ai colori e alle immagini della contemporaneità, in un viaggio lungo il tempo che rappresenta proprio il mutamento. “Abbiamo pensato di raccontare la storia di questo spazio urbano che è rinato a nuova vita per ospitare eventi, festival, rassegne e mostre – spiega ‘Mano’ -. L’idea è quella di dare vita a un’opera in evoluzione, che possa arricchirsi anche in futuro di nuove parti, creando così un’immagine inedita del luogo”. Il graffito sarà caratterizzato dalle diverse tecniche utilizzate – dallo spray al pennello, fino al pennarello – e prenderà vita, giorno dopo giorno, proponendo uno sguardo diverso e più profondo sugli spazi urbani in cui ci si muove tutti i giorni e sul modo in cui cambiano. “Nei confronti dei writer, in Italia, c’è sempre stata una certa diffidenza – prosegue ‘Mano’ -, mentre nel Nord Europa i graffitari sono considerati dei veri e propri artisti e, come tali, vengono rispettati. Tuttavia negli ultimi tempi qualcosa si sta muovendo anche qui: dopo le opere che oggi caratterizzano il Pigneto, sono arrivati gli apprezzati murales di Tor Marancia, quelli del Trullo e di tanti altri quartieri romani. Speriamo che iniziative come questa contribuiscano a diffondere il valore artistico delle nostre creazioni, ovviamente realizzate su muri legali”.