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E se l’aeroporto di Viterbo fosse un “bluff”?

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Fiumicino cambia pelle e presenta un nuovo masterplan. E l’aeroporto di Ciampino guarda altrove per lo “sgombero” dei voli in eccesso.

Chissà quanto ancora dovranno aspettare gli utenti dell’aeroporto di Ciampino-Pastine e gli abitanti dei comuni limitrofi per veder realizzare il nuovo aeroporto di Viterbo. E che si tratti di un’attesa ben voluta o solo imposta dalle circostanze e dalla forza maggiore poco importa, perché man mano che passa il tempo i dubbi se il nuovo scalo della Tuscia verrà mai costruito diventano sempre più forti.  Le perplessità nascono dalle tante, troppe dichiarazioni di Ministri e sottosegretari, dagli infiniti incontri e tavoli delle trattative che si sono rincorsi sino ad oggi senza portare a nessun risultato concreto. Se da una parte il Ministro per le Infrastrutture e i Trasporti, Altero Matteoli, continua a tuonare che l’aeroporto di Viterbo si farà nel rispetto di “decisioni ormai prese”, il CIPE, il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica, ha sorpreso tutti nell’ultima delibera  limitandosi alla semplice presa d’atto dell’esistenza del progetto “Aeroporto di Viterbo” senza fare il minimo accenno allo stanziamento dei fondi per la realizzazione delle opere infrastrutturali necessarie per il suo collegamento con il resto del territorio, Roma inclusa. E mentre si continua a discutere sulla mancata riduzione dei voli sullo scalo di Ciampino, che è costata allo stesso Ministro Matteoli la denuncia, prima di tenore penale e poi amministrativo, da parte dei Sindaci di Ciampino e Marino, rispettivamente Enrico Perandini e Adriano Palozzi, l’unica che sembra ancora credere nel progetto dell’aeroporto della Tuscia è la Regione Lazio. Proprio dagli uffici della sede di Via R. Raimondi Garibaldi stati stanziati  i 320 milioni di euro, che saranno destinati alla ferrovia Roma – Civita Castellana – Viterbo e i 100 per la trasversale Orte – Civitravecchia.  I primi lavori, che dovrebbero partire nel 2010, mettendo in comunicazione tutta l’area di Viterbo  con il centro di Roma, “necessiteranno” , ci tengono a ribadire dalla Regione, “anche dell’impegno del Governo soprattutto per quanto riguarda il potenziamento della Rete Ferroviaria Italiana”. Quanto  invece alla trasversale Orte – Civitavecchia i lavori sono già iniziati nel maggio 2009 e quando tutto sarà finito la struttura sarà in grado di intercettare i flussi crocieristici di Civitavecchia, il più importante porto del Mediterraneo. Ma se da una parte le intenzioni per la concreta realizzazione dello scalo di Viterbo sembrano essere ferme ai proclami formali, novità ci sono sul fronte di Fiumicino. ADR ha messo infatti allo studio un Piano quadriennale di Investimenti per il “Leonardo da Vinci”, che prevede opere di potenziamento delle infrastrutture di volo, dei  terminal passeggeri e dei parcheggi auto, oltre ad altre opere di manutenzione delle infrastrutture esistenti.  A rendere necessarie queste modifiche stanno le previsioni di incremento dei futuri volumi di traffico sull’aeroporto, che nel 2020  vedrà transitare per il suo scalo circa 55 milioni di passeggeri l’anno, arrivando nel 2044 alla soglia record dei 90 milioni. Allo studio c’è anche la realizzazione di una nuova stazione ferroviaria che collegherà il nuovo terminal con il centro di Roma e un metrò di superficie che farà da collegamento con le strutture aeroportuali di Roma sud, garantendo un collegamento fra voli nazionali, internazionali e intercontinentali. Si tratta di previsioni per grandi aspettative, che danno una chiara l’idea delle dimensioni che assumerà l’hub laziale nel prossimo mezzo secolo.  E a chi sembrava scettico sulla necessità di avere nel Lazio ben tre aeroporti, l’Enac, Ente Nazionale dell’aviazione Civile, risponde che entrambi gli aeroporti avranno un’importanza strategica. Fra Fiumicino e Viterbo opereranno in perfetta complementarietà e senza incongruenze, ospitando il primo voli intercontinentali e nazionali e il secondo quelli low-cost, in conformità a quanto avviene in altre capitali europei dove questa tipologia di voli viene ospitata su scali delocalizzati come nell’esempio offerto da Parigi-Orly. Dal Comune di Ciampino, da cui origina la polemica sull’inquinamento prodotto dallo scalo Ciampino -Pastine, fanno sapere che, si realizzi o meno lo scalo di Viterbo e  viste poi le grandi incertezze sui  tempi di realizzazione, di certo molto lunghi,  la soluzione è “ che già da adesso quei voli in eccesso,  incriminati di produrre inquinamento nocivo secondo i  dati dell’ ARPA Lazio, potrebbero essere assorbiti molto facilmente  dall’attuale scalo di Fiumicino”. Una posizione questa che non sembra in linea con quanto dichiarato dall’Enac, ma da cui potrebbe essere molto difficile farli recedere.

Serena Savelli