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Escherichia Coli, potete difendervi cosi!

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È notizia di questi giorni, abbiamo tanto sentito parlare di questo batterio killer proveniente non si sa con precisione se da una partita di cetrioli spagnoli, venduti in Germania o se da una contaminazione dell’acqua di Amburgo.

Cosa è in sostanza questo batterio? Come possiamo difenderci?

L’Escherichia coli è un genere di batterio gramnegativo (cioè negativo alla colorazione di Gram) a forma di bastoncello diritto. Poiché la sua temperatura ottimale di sopravvivenza è di 37 °C, vive facilmente nell’intestino dell’uomo e degli animali; è poco resistente a disinfettanti chimici e/o fisici e viene distrutta con la pastorizzazione.

Quali sono i sintomi dell’infezione da Escherichia coli?

Questo batterio può degenerare e diventare pericoloso, provocare infezioni o diarrea e dolori.
A differenza delle coliti batteriche classiche, non dà febbre, ma ci sono comunque forti dolori addominali che si presentano a 3-4 giorni dal consumo dell’alimento contaminato. L’unica soluzione è rivolgersi prima possibile a un medico.
La complicazione più grave è la sindrome emolitica-uremica, causata dalla rottura dei globuli rossi e da una riduzione delle piastrine, causando insufficienza renale acuta che deve essere trattata in ospedale con dialisi.

Come si contrae l’infezione?

Il batterio Escherichia coli si prende bevendo acqua o mangiando alimenti contaminati. In questo caso si è parlato di cetrioli, ma non sono da escludere anche carne e latte dei bovini: questi animali, essendo portatori sani, disperdono il batterio nell’ambiente in cui vivono tramite le feci. Conseguenza: prati e acqua vengono infettati e indirettamente anche i vegetali.

Come si cura?

Non esiste una terapia specifica: gli antibiotici usati per le normali gastroenteriti non servono, anzi in alcuni casi possono perfino peggiorare le cose. Si ricorre in genere a terapie di sostegno per reidratare l’organismo – debilitato dalla perdita dei liquidi causata dalla diarrea – e limitare il danno renale tramite dialisi.

Quali precauzioni prendere?

Il Ministero della Salute ha messo a punto alcune norme, premettendo che non bisogna creare falsi allarmismi verso il consumo di ortaggi crudi. Questo specialmente in Italia, dove i Nas hanno già effettuato ogni tipo di controllo.

Le consuete norme igieniche per la sicurezza alimentare sono sufficienti ad evitare tossinfezioni alimentari:
– sbucciare ogni frutto e verdura, laddove è possibile;
– lavare in modo accurato frutta e verdura, soprattutto se ingerite crude (le verdure cotte non rappresentano alcun pericolo);
– massima attenzione alla cottura della carne macinata specialmente quando non è fresca;
– la completa cottura della carne è fondamentale;
– usare coltelli separati per carne cruda e quella cotta, lo stesso vale per le verdure;
– lavare bene coltelli, taglieri e altri utensili per la preparazione dei cibi;
– non riporre la carne cotta sui piatti che sono stati a contatto con la carne cruda;
– consumare solo latte pastorizzato, evitando il consumo di latte crudo;
– gli alimenti deperibili vanno lasciati a temperatura ambiente il più breve tempo possibile;
– lavarsi le mani sempre, prima e dopo la preparazione e l’assunzione di cibi, nonché prima e dopo l’utilizzo della toilette;

In attesa di capire quale sia la causa dell’epidemia in atto e quindi anche di capire quali siano (se esistono) i farmaci in grado di fermare l’epidemia, la cosa migliore da fare è seguire queste poche, semplici i comuni regole di igiene!

Maria Linda Muzi