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I passatempi dell’antica Roma: dai ludi ai giochi da tavolo e d’azzardo

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Come la storia insegna, sono molti i meriti che è possibile attribuire all’antica Roma. Come riportato in un approfondimento su Focus, infatti, i Romani possono essere considerati i precursori dei fondamenti del diritto occidentale, dell’ingegneria, così come anche dell’organizzazione dei tornei internazionali del comune antenato di calcio e rugby, organizzati per la prima volta nel lontano 276 d.C. in Inghilterra. Ciò che è meno noto, però, è che gli antichi Romani furono anche dei grandi giocatori, soliti divertirsi non solo attraverso i cosiddetti ludi, ovvero le gare equestri, gli spettacoli teatrali o le lotte tra gladiatori, ma anche tra le mura domestiche. Per quanto il tempo abbia contribuito all’evoluzione dell’intrattenimento, i giochi dell’antica Roma presentano ancora diversi punti in comune con quelli che sono oggi i divertimenti più noti, soprattutto nel campo dei giochi da tavolo e del gioco d’azzardo.

FONTE: Pixabay.com

Intrattenimento ieri e oggi: somiglianze e differenze

Uno dei giochi da tavolo praticato nell’antica Roma che più ricorda uno dei giochi maggiormente diffusi ancora oggi è la “tabula fusoria”, molto simile agli scacchi. La scacchiera impiegata dagli antichi Romani era di solito in legno più o meno pregiato o, nel caso di famiglie più facoltose, in marmo o in vetro finemente decorato. Come gli attuali scacchi, il gioco era basato su abilità di logica e strategia, e aveva l’obiettivo di eliminare tutte le pedine dell’avversario. Anche le pedine, denominate latrunculi, erano di colore bianco e nero, proprio come quelle impiegate nel gioco degli scacchi contemporaneo. Oltre ai giochi di strategia, poi, molto comuni nell’antica Roma erano i giochi d’azzardo, diffusisi ampiamente nonostante fossero vietati dalla legge e sanzionati con multe decisamente salate. Tra questi, molti erano giochi di previsione, simile a quello che è oggi il gioco della roulette, il cui obiettivo consiste nel prevedere con più precisione possibile su quale casella della ruota si fermerà la pallina. Nonostante gli antichi Romani non fossero ancora soliti disporre di una roulette per simili giochi di previsione, non si può dire che non sperimentassero le tipiche emozioni ad essi associate, come l’adrenalina, la curiosità o, come ricordato sulla piattaforma di gioco online Betway Casino, il battito forte del cuore e il respiro che si blocca. Giochi basati su una strategia simile erano i comuni “Par et dispar” o il “Micatio”. Il primo consisteva essenzialmente nel prevedere se l’avversario avesse in mano un numero pari o dispari di sassi, mentre il secondo si basava su regole in parte più complesse. Simile al gioco della morra, anche questo consisteva nel prevedere la somma dei numeri mostrati con le dita dal giocatore avversario. Nonostante possa sembrare facile, calcolare con esattezza il risultato non era così immediato: i giocatori, infatti, erano chiamati a stendere il braccio simultaneamente mostrando il pugno o un numero con le dita, urlando allo stesso tempo un numero casuale, in modo da ingannare l’altro giocatore.

Giochi con i dadi: l’alea

FONTE: Pixabay.com

Così come è ancora oggi per molti giochi da tavolo e d’azzardo, molte attività ludiche praticate nell’antica Roma prevedevano l’uso di dadi. A differenza dei dadi che si è abituati ad utilizzare oggi, i dadi più comuni in passato erano ricavati da ossa di animali e, come è di norma, riportavano i numeri da uno a sei sulle facce. Come evidente da molte fonti storiche, tra cui un epigramma di Agazia Scolastico, storico vissuto nel corso del 500 d.C., i dadi erano particolarmente apprezzati dai Romani. Secondo quanto riportato da Svetonio, in particolare, essi costituivano uno dei passatempi preferiti dell’imperatore Claudio, solito viaggiare con un tavoliere sempre a portata di mano per giocare ad alea, uno dei giochi con i dadi più noti dell’antica Roma. L’alea, considerato uno dei progenitori del backgammon, era un gioco molto in voga nella Roma imperiale, per certi versi simile al più noto Ludus Duodecim Scriptorum che, come spiegato in un articolo di Ancient Games, consisteva nel portare tutte le pedine sull’ultima casella della scacchiera prima dell’avversario.

Per quanto i giochi da tavolo, i più comuni giochi d’azzardo e l’intrattenimento in generale si siano evoluti e trasformati, sarà sempre possibile trovare un’equivalenza tra i passatempi contemporanei e i principali passatempi del passato. Come noi, anche gli Antichi Romani erano soliti scommettere, tentare la fortuna o semplicemente giocare per trascorrere il tempo in compagnia di amici e familiari. Per quanto tempo possa passare e per quanto l’innovazione possa progredire, alcune tradizioni non smetteranno mai di divertire gli appassionati, di generazione in generazione.


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