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L’Adiconsum liquida la manovra economica

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Dall’Associzione di difesa dei consumatori arriva il parere negativo sulla manovra licenziata dal Governo: tante le mancanze e nessuno spiraglio di crescita per l’Italia

E’ il Segretario Generale dell’Adiconsum, Pietro Giordano, a esprimere senza mezzi termini un parere negativo sulla finanziaria del Governo che suona come una bocciatura. Giordano parla infatti di una “manovra profondamente iniqua”, fondata su prelievi fiscali per i soliti noti, famiglie e lavoratori dipendenti, che progressivamente sono diventati gli strati più deboli della società. In particolare, a destare le critiche dell’associazione è l’aumento dell’Iva indiscriminato e senza adeguate compensazioni su altri consumi. Per Giordano infatti era possibile anche aumentare l’imposta sul valore aggiunto di ben tre punti percentuali ma contraendo i prelievi in busta paga e circoscrivendo l’innalzamento ai beni di lusso, non a tutti i prodotti, come quelli con Iva al 20 % interessati appunto dall’innalzamento di un punto percentuale, che vengono acquistati quotidianamente (vestiario, benzina etc.).

Gli effetti di questi provvedimenti sarebbero ulteriormente depressivi quindi, poiché, colpendo i consumi e non pianificando investimenti, impedirebbero lo slancio necessario all’economia per produrre di più e al mercato del lavoro per aumentare l’occupazione.

Da qui il Segretario di Adiconsum ha sottolineato le “cinque occasioni perse” dal Governo con la consegna al Paese di questa manovra. In sintesi viene attaccata per l’assenza di riduzioni sulle accise della benzina che, restando così alte, producono effetti inflazionistici, con riverberi anche sui tassi di interesse della Bce e di conseguenza sui mutui, quindi sulle famiglie. In secondo luogo la critica si appunta sulla mancata tassazione dei patrimoni mobiliari e immobiliari, “troppo spesso occultati attraverso la costituzione di società di comodo e frutto della grande evasione fiscale, cancro del nostro Paese che va estirpato”. Sul versante delle liberalizzazioni, secondo Giordano, è stato un errore non intervenire sugli ordini professionali per facilitare la concorrenza e l’accesso alle professioni (medico, avvocato, farmacista ecc.) dei giovani, lasciando anche la Pubblia Amministrazione nel suo stato attuale, in particolare i servizi pubblici locali, “polverizzati, spesso – se non sempre – fonte di clientelismi e sprechi ormai insopportabili”. La congiuntura economica avrebbe poi richiesto provvedimenti seri per i tagli dei costi della politica e investimenti per il lavoro, in particolare nel sud del Paese.

La manovra dunque lascia perplessi, a essere decisiva sarà la risposta dei mercati, che per il momento danno segnali negativi, e la stabilità politica interna, che pure pare compromessa dagli ultimi scandali che vedono coinvolto il Presidente del Consiglio, dalla fiducia nel termine della legislatura che da più parti sembra essere venuta meno (vedi Lega) e dalle ipotesi, avanzate anche da destra, di un Governo di unità nazionale o tecnico che si occupi delle grandi riforme fino al 2013, anno delle prossime elezioni.

Stefano Cangiano