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A Lamezia Terme nasce Trame, il festival dei libri sulle mafie

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Dal 22 al 26 giugno incontri con scrittori, magistrati, investigatori per rilanciare la lotta alle mafie da una terra-simbolo attraverso la letteratura



La notizia è stata data in occasione del Salone del Libro di Torino, nel maggio scorso. A presentare il festival, che si terrà a Lamezia Terme dal 22 al 26 giugno c’erano Tano Grasso, Presidente onorario della Fai (Federazione Antiracket italiana) e ora Assessore alla Cultura del Comune di Lamezia nonché ideatore di Trame, Lirio Abbate, giornalista dell’Espresso che della manifestazione è Direttore Artistico e Peter Gomez, collega del Fatto, che interverrà nel fitto calendario di incontri portando la sua testimonianza.
L’iniziativa ha assunto da subito un gran valore, oltre che per le difficoltà organizzative, per il coraggio della scelta di portare nella terra della ‘ndrangheta una manifestazione culturale lunga cinque giorni e che, proprio dalla cultura, vuole rilanciare la conoscenza delle associazioni mafiose da parte della società civile, in particolare dei giovani, e la lotta ai fenomeni mafiosi attraverso le scelte e gli strtumenti che tutti, quotidianamente, hanno a disposizione.
Presentando l’iniziativa Tano Grasso, che da anni è impegnati sul versante della lotta alle mafie, in particolare sul versante del pagamento del pizzo da parte degli imprenditori, ha detto: “Quella che abbiamo deciso di fare è un’operazione di politica culturale, il senso di questa iniziativa è parlare ai giovani per ridurre l’attrattività che le mafie ancora riescono a esercitare su una parte della società”. Grasso ha sottolineato che non si tratta di uniniziativa accademica perché “scrivere e leggere un libro sulla mafia è sempre un atto militante” e ha insisto sul valore positivo e propositivo del festival: “Rappresenta una possibilità per raccogliere e mostrare un’Italia diversa in una zona così emblematica, un’Italia che crede nella cultura della legalità e della libertà e che può aggredire la mafia non sotto il profilo della repressione del delitto, compito della magistratura, a della mentalità, del modo di pensare e dell’omertà”.
Abbate, non nascondendo il suo entusiasmo per Trame, ha insistito sulla necessità del risveglio della società civile, in particolare quella calabrese ma anche quella del nord, dove la mafia sta lentamente dilagando, che deve affiancarsi all’attività dei magistrati, convinto che quella che si sta vivendo adesso nel nostro paese sia una “stagione di risveglio culturale e letterario della lotta alle mafie”. E, riferendosi a Trame, ha parlato di un “terremoto sociale e culturale, una scossa elettrica”, aggiungendo: “In Calabria qualcuno tremerà perché portiamo, nella culla della ‘ndrangheta, il meglio della cultura italiana antimafiosa degli ultimi anni, i professionisti che quotidianamente si impegnano con la propria opera, nel proprio ambito professionale: magistrati, investigatori, scrittori, giornalisti che hanno inchiodato e inchiodano alle proprie responsabilità mafiosi, politici collusi, collettti bianchi, soprattutto attraverso le opere letterarie. Trame – ha aggiunto Abbate – vuole essere uno scenario per dare eco alle opere di questi autori poiché crediamo nell’azione della cultura e della letteratura e perché c’è fame di sapere, voglia di essere informati e scossi. La speranza è che iniziative simili si sviluppino in tutta Italia, che la mafia inizi a essere considerata un problema di tutti e tutti, insieme la possano combattere”.
Il calendario degli eventi è davvero fitto, decine di incontri che animeranno la città in diversi punti (Palazzo Nicotera, Palazzo Panariti e Piazzetta San Domenico) e che vedranno coinvolte figure di primo piano e di cintura della lotta alla mafia come Raffaele Cantone, Antonio Ingroia, Gianni Barbacetto, Sandro Ruotolo, Raffaele Calandra, Nicola Gratteri, Giovanni Impastato, Anna Puglisi e tanti altri che, grazie allo spunto della discussione su un libro, racconteranno le mafie e ne parleranno secondo le proprie esperienze o in base al proprio lavoro quotidiano.     Per il calendario completo del festival rimandiamo al sito di Trame (il link è riportato in fondo all’articolo). Si tratta di un’occasione unica, un momento iniziale a cui tutti sono chiamati e che vale la pena di vivere e alimentare, anche solo attraverso la partecipazione, la lettura che, ancora una volta, si rivela un’arma fondamentale, risolutiva.
Vale la pena concludere con le parole di Peter Gomez, che interverrà in diversi incontri, che ha parlato di Trame come della dimostrazione che “un’alternativa esiste, quest’Italia non è in mano alle mafie, le persone per bene sono la maggioranza e questa battaglia non potrà che essere vinta” .

http://www.tramefestival.it/festival/


Stefano Cangiano