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CLASS ACTION: ARRIVEDERCI! ANCHE LEI RIENTRA NEL DECRETO “MILLE PROROGHE”

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Un’altra proroga all’entrata in vigore della Class Action: bisognerà aspettare almeno gennaio del 2010.
L’avvocato Massimiliano Dona scrive per l’Unione Nazionale dei Consumatori attiva nel campo dal 1955: “La cosiddetta ‘class action’ all’italiana sarebbe dovuta entrare in vigore a partire dal 30 giugno 2008: finalmente si sarebbe potuta mettere alla prova la reale efficacia dell’azione collettiva risarcitoria, introdotta nel Codice del Consumo dalla legge Finanziaria per il 2008, all’esito di una intensa stagione di dibattito che ha interessato gli studiosi ed entrambi i rami del Parlamento nell’arco di due legislature.

In questi mesi di attesa si erano alternati gli annunci di un rinvio per via delle molte perplessità dei giuristi e degli addetti ai lavori che avevano scandagliato in lungo ed in largo i sei commi dell’art. 140-bis raccogliendo alcuni seri dubbi sulla capacità del neonato istituto di svolgere la sua funzione: riequilibrare la posizione di debolezza del consumatore ogniqualvolta – e l’osservazione della realtà dimostra che accade sempre più frequentemente – egli patisca la lesione di un diritto di scarso valore economico tale da indurlo a rinunciare alla tutela in giudizio perché antieconomica rispetto al danno subito.
Riprendendo la metafora di Andrea Giussani, autorevole studioso delle azioni collettive, l’introduzione di un simile strumento processuale è paragonabile alla possibilità, in una città il cui trasporto urbano sia compiuto solo dai taxi, di offrire anche il trasporto in autobus e cioè la possibilità di fare giudizi collettivi, nell’interesse di interi gruppi di danneggiati, con evidente risparmio di costi. Il rinvio dell’entrata in vigore della legge non ci consentirà di verificare sul campo se il processo collettivo avrebbe funzionato (o se invece, anche gli autobus sarebbero rimasti impantanati nel traffico dell’inefficiente sistema giustizia).
La nostra Unione aveva manifestato qualche dubbio sulla capacità dell’istituto, così come congegnato, di risolvere i problemi dei cittadini.
Il Governo ha deciso di rimeditare sul procedimento così assumendosi una responsabilità di fronte ai cittadini: il rinvio “deve” essere un arrivederci, non può essere un addio. I cittadini non lo perdonerebbero perché la class-action era e rimane un’istanza sociale, voluta dalla gente come necessario strumento di governo del mercato!
Cosa cambierà concretamente nel nostro sistema non è facile dire prima che siano sciolti, ad opera della giurisprudenza, alcuni importanti nodi interpretativi: solo fra qualche tempo avremo una più chiara idea in ordine alla concreta capacità dell’azione di classe di incidere sul mercato.
Perché si possa realisticamente pensare di essere ad un (definitivo) punto d’arrivo forse c’è ancora da conquistare la vetta più impervia: dimostrare che l’istituto possa ottenere, in tempi rapidi, un risultato concreto in termini di risarcimento del danno per i soggetti lesi.
Credo che per via interpretativa, i giudici potrebbero dare corpo a questo risultato, ma molto dipenderà anche dalla serietà delle prime iniziative. Sarebbe importante partire con il piede giusto, anche per scongiurare la tentazione (si moltiplicano le voci in questi giorni) di rimettere mano alla legge per modificare il sistema attualmente vigente.”
Interviene anche “Altroconsumo.it”, associazione di consumatori, la prima e la più diffusa in Italia con i suoi 300.000 soci: “Con il decreto ‘milleproroghe’ il Governo fà slittare di ulteriori sei mesi l’entrata in vigore della normativa sulle class action. Si tratta di una notizia assolutamente negativa non solo per i consumatori ma anche per lo sviluppo moderno dell’economia del nostro Paese. Il primo rinvio del luglio di quest’anno prevedeva la definitiva entrata in vigore al gennaio 2009; questi sei mesi di tempo sono stati motivati dal Governo Berlusconi con la necessità di migliorare il testo della legge e allargarne l’ambito alla Pubblica Amministrazione. Ora arrivano altri 6 mesi di rinvio.
Una presa in giro bella e buona per i cittadini e un ulteriore regalo alla lobby di quelle parti più retrograde dell’industria nazionale che, anche in questo periodo di crisi, continuano a rifugiarsi nella protezione del governo, arroccate nelle loro posizioni di privilegio”.
Anche Catricalà, numero uno dell’Antitrust,  torna a parlare di class action. L’azione risarcitoria collettiva “è contemplata dalla legge, ma non è ancora entrata in vigore – ha osservato – Ormai aspettiamo giugno 2010 ma chissà che con la prossima Finanziaria non si faccia un’altra proroga”. Certo lo slittamento sarà giustificato con l’esigenza di “tutelare le imprese in tempi di crisi”, però “bisogna anche tutelare – ha concluso Catricalà – le persone più in difficoltà sui mercati”.
 
In attesa che la class action venga resa valida, il ddl sviluppo collegato alla Finanziaria 2009 l’ha già spogliata di una delle sue peculiarità: la retroattività. Purtroppo e stranamente, infatti, quando entrerà in vigore sarà esclusa la possibilità di avviare cause collettive da parte dei cittadini coinvolti nei crac finanziari del passato come Cirio e Parmalat su tutti.
In attesa di novità non ci resta che aspettare e continuare a guardare le democrazie che attuano questo procedimento già da anni.

Urloweb.com

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