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CONTRO LA CRISI CINQUE MILIONI DI SIGARETTE

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Con la crisi economica che sembra non arrestarsi ogni Paese ha trovato il suo modo per far fronte ad uno stato di malessere che, oltre alla popolazione, inizia a colpire duramente anche le casse statali. Mentre la California, da sempre una delle regioni più ricche del mondo, inizia a pensare di mettere in vendita parte del suo patrimonio immobiliare dopo l’annuncio del Governatore Schwarzenegger della possibile messa in vendita al miglior offerente lo stadio Memorial Coloseum di Los Angeles e il terreno dove sorge il carcere di San Quintino per racimolare circa 1,5 miliardi di dollari

con i quali rimpinguare le casse e garantire alla popolazione lo stile di vita agiato in cui da sempre ha vissuto. Chi purtroppo non può godere di tali fortune immobiliari si trova costretto ad arrangiarsi con quello che trova nel proprio orto di casa e spesso deve sperimentare soluzioni innovative per combattere la crisi che avanza. Nella regione di Gong’An in Cina è stato messo in atto un provvedimento che a dir poco ha lasciato a bocca aperta non pochi osservatori internazionali. Nell’anno 2009 i dipendenti dell’amministrazione pubblica cinese per legge dovranno fumare non meno di 230 mila pacchetti di sigarette. Le sanzioni per chi non aiuterà lo stato a raggiungere l’obiettivo preposto andranno da multe di 1000 Yuan, nel migliore dei casi, fino al vero e proprio licenziamento in tronco, nel peggiore. La logica che sostanzia questa bizzarra quanto innovativa smoking law è molto semplice ed è riferita alle cospicue entrate che lo stato riceve attraverso la salata tassa sul tabacco, poco importa la salute dei cittadini dato che l’assistenza medica dello stato pseudo-comunista è comunque a carico dei malati. Per combattere la crisi è ovvio che ognuno fa quel che può e di fronte a questo geniale provvedimento cinese sono già molti i paesi che si sono messi in competizione per adottare misure piccole ma importanti. Se in Giappone si inizia a ripensare alla tradizione del sakè per produrne varietà più simili al vino bianco ed entrare in una nuova fetta di mercato, in Malawi sperano che l’olio di cocco possa essere l’oro bianco che da sempre aspettavano e sono ormai migliaia le automobili che sono state modificate per funzionare con miscele di olio. Anche la Germania si è mobilitata in tempo e da qualche settimana i bordelli del paese offrono convenienti pacchetti tutto compreso: 70 euro per cena, vino e una bella ragazza. D’altro canto gli economisti sembra che ancora non siano in grado di redigere una ricetta funzionale contro questa crisi e in mancanza di ordini dall’alto ogni soluzione sembra essere ben accetta perché forse questi provvedimenti, se messi tutti insieme, potrebbero essere davvero la soluzione che tutti noi stavamo cercando, non si sa mai.

Marco Manieri

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