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DIPENDENTI VODAFONE A RISCHIO

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La vita si è fatta dura per 273 dipendenti della sede del call-center Vodafone di via dei Boccabelli a un passo dal Raccordo e dalla Laurentina. Da più di un mese si cerca di evitare la cessione di ramo d?azienda che toccherà, come al solito, molti giovani; quei ?bamboccioni? da 800\1000 euro al mese, tanto cari al ministro Padoa Schioppa.

La situazione è critica, per questo abbiamo incontrato Alberto Sciacca, delegato sindacale da 8 anni dipendente Vodafone.

Alberto ci racconti cosa sta accadendo?

Il 17 settembre, l?azienda ci ha comunicato ufficialmente la cessione dei reparti di back office a Comdata. I lavoratori coinvolti sono 914 (il 20% dei propri addetti al Call Center), considerate che nella sola sede di Roma saremo in 273 a dover cambiare società.
Si tratta della più grossa cessione di ramo d?azienda mai effettuata nel settore, posta in essere da una azienda che gode di ottima salute e che questo anno ha realizzato 4 miliardi di euro di utile (!).

Però si parla di esternalizzazione, cioè la Vodafone vende i lavoratori insieme ai servizi ad un?altra società nessuno parla di licenziamento, perché questa paura, sapete voi qualcosa che a noi nessuno ha detto?

Vodafone, come tutte le multinazionali tende a liberarsi dell?apparato produttivo (call center e rete) per diventare così una società di solo brand.
La storia recente ci insegna che questo tipo di operazione maschera di fatto un taglio di personale a favore di un?azienda in cui la stabilità occupazionale e? decisamente più a rischio.
Come farà Comdata, che ha un fatturato annuo di 200 milioni di euro e lavora su commesse di altre aziende, a garantirci un posto di lavoro stabile?
Insomma, si tratta di un LICENZIAMENTO COL CONTO ALLA ROVESCIA!


Che tipo di azioni state portando avanti (i 273 di via Boccabelli)?

Nonostante l?iniziale disinteresse di mass media e mondo politico, ci siamo dati molto da fare e siamo riusciti a portare un?interrogazione parlamentare sia al Senato che alla Camera.
Poi, dopo 2 scioperi nazionali (con il 95% di adesione), abbiamo portato la questione al ministero dello sviluppo economico e a quello del lavoro.
A livello mediatico, oltre a vari articoli di giornale usciti su testate nazionali e locali, si sono interessati a noi anche alcuni programmi televisivi, tra cui ?L?infedele? e ?Anno Zero?.


Provo a fare l?avvocato del diavolo per individuare il modo di provare a dare una giusta e corretta informazione ai nostri lettori. La società Vodafone per questa vendita del ramo d?azienda si avvale della legge 30 dell?ex Ministro leghista Maroni quindi la cessione è un operazione consentita dallo Stato, perché tutto questo accanimento? E? stato compiuto qualche movimento poco chiaro?

Questa operazione, agevolata dalla legge 30 che ha provveduto a deregolamentare la legge sulla cessione di ramo d?azienda, viene effettuata al limite della legalità, visto che i reparti interessati e ceduti non sono affatto autonomi (come vorrebbe la legge), ne? come collocazione spaziale (stesso palazzo e postazioni di tutti gli altri reparti) ne? tanto meno come gestione del cliente.

Di Marco Caria