Home Rubriche Binario21

EUROPA7: L’ULTIMA SENTENZA (FORSE)

SHARE

La Corte di Giustizia Europea segna il punto della vicenda in ragione del gruppo

Apparentemente si conclude la paradossale vicenda di Europa7, unica emittente televisiva al mondo senza frequenze. In data 31 gennaio 2008 la Corte di Giustizia Europea si è pronunciata in favore dell’azienda di Di Stefano, decretando come «contraria al diritto comunitario» la normativa italiana che dal 1999 permette a Rete 4 di trasmettere sulle frequenze spettanti ad Europa7.

Si è detto apparentemente in quanto  se si sono impiegati quasi dieci anni per sentenziare l?ovvio, è lecito aspettarsi un qualche colpo di scena nel finale. Il Consiglio di Stato, a seguito del ricorso effettuato da parte del gruppo di Europa7, durante l?estate del 2005 ha chiesto all?Europa di esprimersi in merito a 10 quesiti riguardo le leggi italiane in materia di televisioni nonché la richiesta di risarcimento di circa 3 miliardi di euro per l?azienda da parte dello Stato. Ebbene la risposta della Corte di Giustizia Europea è finalmente giunta e la palla torna in mano alla giustizia italiana, più precisamente sarà il Consiglio di Stato a dover confermare il risarcimento dal 1999 ad oggi per Europa7 e possibilmente le frequenze che di diritto le spettano. Ciò che non si sa ancora è quando il Consiglio potrà riunirsi per affrontare la vicenda, cosa che, viste le pagine nere della politica attuale, è possibile non avvenga in tempi così brevi. Aggiungendo carne al fuoco l?Europa ha aperto una procedura d?infrazione a danni dell?Italia per sollecitare un intervento per modificare la legge Gasparri, imponendo una multa di 400 mila euro al giorno in caso di condanna. Ricapitolando in meno di 10 anni nel nostro Paese abbiamo visto calpestare il risultato di un bando di gara pubblica, votare una legge «contraria al diritto comunitario» ed ignorare ripetutamente le sentenze della Corte Costituzionale per proteggere interessi trasversali ed individuali, non certo per la collettività degli italiani. Oltre al danno ora potrebbe arrivare anche la beffa per tutti i sani contribuenti italiani. Certo è che per errore altrui nei prossimi anni dovremo rimborsare alcune centinaia di migliaia di euro ad Europa7 per il torto subito e probabilmente pagare la cospicua, quotidiana, multa all?Europa. Il Presidente di Europa7 ed il suo staff si sono detti largamente soddisfatti e fiduciosi di non aver sorprese da parte del Consiglio di Stato, confermando la volontà di iniziare a trasmettere al più presto utilizzando i format e gli studi che da tempo sono occupati per altri scopi. Al momento sembra impossibile quantificare sia il danno reale per un?azienda che potrà iniziare solo in questi anni a trasmettere la sua offerta televisiva via etere in un mondo che si sposta sempre più verso la rete ed il digitale, sia il danno commesso verso i cittadini, ma sicuramente c?è una nuova speranza per tutti coloro troppo stretti nel duopolio.

 

Marco Manieri