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La patria dov’e’?

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bandiera_italiana

La storia internazionale degli ultimi giorni sembra ricalcare una sceneggiatura di un film della Walt Disney.

Il cattivo muore, i buoni vincono e un principe sposa la sua principessa, e vivranno per sempre felici e contenti. Tralasciamo la concitazione mediatica, le infinite dirette da Londra a monitorare il fastoso matrimonio del secolo tra il principe William, primogenito di Lady D. e Carlo, e Kate Middleton, figlia di ex dipendenti della British Airways, divenuti milionari attraverso il commercio online di “decorazioni per party”. Una favola moderna di tale rilievo non poteva non essere gustosa per il mondo intero. Pochi giorni dopo ecco un’altra notizia del secolo: gli americani ammazzano, dopo 10 anni dalla caduta delle torri gemelle, Osama Bin Laden. Il cattivo, l’assassino, il terrorista non c’è più, ed è stato anche “sepolto in mare” come teoricamente, anche se su questo ci sono vari contrasti, prevedrebbe la tradizione islamica. Anche qui c’è da chiedersi come mai tutta questa riverenza. Ma gli americani, si sa, hanno tra i loro vezzi una democrazia ostentata fino all’impossibile, una bontà che alla fine di tante sofferenze, proprio come si vede nei film che producono, li fa uscire sempre vincitori ed esultanti.

 

In entrambi gli eventi eclatanti di questa strana primavera è saltato all’occhio lo spirito patriottico di questi due paesi. L’Inghilterra, nonostante ci sia una folta branca antimonarchica, ama la sua regina e ama l’istituzione da lei retta. E così ecco che i londinesi, impazziti per questo evento straordinariamente “cool”, si sono armati di cappellini, bandierine e maschere per festeggiare il matrimonio reale e il loro essere inglesi.
E gli americani, quando Obama ha annunciato che Bin Laden era morto, si sono riversati nelle piazze, abbracciandosi, gioendo e piangendo di commozione, tutti uniti sotto un’unica bandiera, sotto un unico senso di appartenenza. Un popolo, una patria, un incredibile e invidiabile sentimento di unione e coesione.
E volgendo uno sguardo dentro i nostri confini, qual è il nostro spirito patriottico? Quanto ce n’è rimasto? Poco, quasi niente. Ma lo si trova negli occhi e nelle voci dei più giovani, che ne hanno dato recentemente prova. Una scolaresca di Cassino, a Roma, ha cantato l’Inno di Mameli di fronte a Bossi e a suo figlio, mentre mangiavano un gelato in un noto locale romano. I piccoli sono il nostro futuro, certamente, ma solo gli adulti di oggi hanno il potere di cambiare il nostro presente.

Serena Savelli