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Quando finisce la magia

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Dov’è il confine tra la cruda realtà e la fantasia? Quando ci si dovrebbe fermare e, senza potersi dare spiegazioni logiche, credere? È questa la domanda che ha suscitato in me la notizia che nel Lago di Loch Ness non c’è nessun mostro. All’iniziale sorriso per questa curiosità legata a Nessie (questo il nome con cui è conosciuto uno tra gli esseri leggendari più famosi del mondo), sono seguite malinconia e un pizzico di rassegnazione. Come a dire: certo che non esiste, ma c’era proprio bisogno di dimostrarlo scientificamente?

Con la possibilità di scattare foto, agli inizi del secolo scorso, arrivarono i primi avvistamenti ‘documentati’ di Nessie, ma è una la fotografia che più di tutte è entrata nell’immaginario comune. È conosciuta come la ‘foto del chirurgo’ visto che l’autore preferì rimanere anonimo. Pubblicata nel 1934 dall’autorevole quotidiano britannico Daily Mail, mostra un essere con un lungo collo e una coda spuntare dalle tranquille acque del lago di Loch Ness. Chiunque pensi a questo ‘mostro’ non può che far riferimento a questa immagine e poco importa se è falsa. È stato infatti accertato che lo scatto è stato realizzato grazie ad un piccolo sommergibile giocattolo e una testa posticcia.

Il fatto che l’immagine più iconografica del mostro di Loch Ness sia un falso, e che non ci sia nessuna prova effettiva che un essere di grandi dimensioni abiti in questo enorme specchio d’acqua, avrebbe potuto abbattere il morale anche dei più ostinati sognatori, ma così non è stato. Il motivo è semplice: allo stesso modo non c’era nessuna prova che Nessie non esistesse. Era il dubbio e il mistero a mantenere viva questa fantasia, mentre l’assenza di prove scientifiche (pro o contro la sua esistenza) era la chiave di volta di questa leggenda.

Ora è proprio uno studio scientifico ad aver spezzato questo incantesimo. Alcuni ricercatori dell’Università neozelandese di Otago, nel giugno del 2018, hanno analizzato i Dna presenti in ben 250 campioni di acqua prelevati nel lago. Le analisi hanno portato gli scienziati ad identificare quasi tremila specie differenti, ma non ci sarebbero tracce di grandi animali. “Non abbiamo trovato alcuna prova della presenza di una creatura anche lontanamente legata al plesiosauro, il rettile estinto che viene associato al mostro di Loch Ness”, ha dichiarato Neil Gemmell, il genetista a capo di questa ricerca. Le analisi non lascerebbero più dubbi: non sono presenti nemmeno altri animali (come squali o storioni) che potrebbero essere avvistati e confusi con un mostro.
Ora è la certezza scientifica a far vacillare la fantasia. Lo studio di questi scienziati non sembra lasciare scappatoie, ma la speranza è che in questo caso (e solo in questo caso) si decida di dare poco credito alle prove scientifiche, continuando a guardare il lago con la speranza, o con la certezza, che prima o poi Nessie tornerà a farsi vedere, con buona pace dei ricercatori di Otago.

Leonardo Mancini


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