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Un nuovo inizio

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Tratto da Urlo n.164 Gennaio 2019

Come tradizione vuole, il 2018 si è chiuso con il discorso del nostro Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Una lunga e autorevole disquisizione sui valori che ci muovono come persone e come cittadini italiani, sui fallimenti affrontati nello scorso anno e sugli obiettivi da raggiungere in questo appena iniziato, sulle doverose considerazioni da fare su ciò che è stato e su quello che sarà. In particolare il discorso di Mattarella è stato accolto con grande fervore dall’opinione pubblica, e ha lasciato una traccia importante di speranza e voglia di migliorarsi per il 2019.
Il Presidente si è soffermato su dei punti importanti, estremamente applicabili nel nostro quotidiano e degni di una riflessione: “Sentirsi comunità significa condividere valori, prospettive, diritti e doveri. Significa pensarsi dentro un futuro comune, da costruire insieme. Significa responsabilità, perché ciascuno di noi è, in misura più o meno grande, protagonista del futuro del nostro Paese”. Tutti dovrebbero portare rispetto non solo per gli altri, ma anche per se stessi, prendendosi cura del bene comune, e delle radici della nostra civiltà. Un concetto semplice, ma che troppo spesso tendiamo a dimenticare. Da qui, infatti, si diramano molte questioni, come l’esigenza di maggiore sicurezza, che passa “da un ambiente in cui tutti si sentano rispettati e rispettino le regole del vivere comune”, ha continuato il Presidente, un monito che può essere ben applicabile alla nostra città (come in altre), dove la mancanza di certe regole basilari crea un terreno fertile per le numerose problematiche che ci attanagliano ogni giorno. Un’importanza certa ce l’hanno i buoni sentimenti, che rendono migliore la nostra società, e che si consolidano nelle grandi prove di solidarietà che ancora resistono, nonostante tutto. “Spesso la società civile è arrivata, con più efficacia e con più calore umano, in luoghi remoti non raggiunti dalle pubbliche istituzioni”, ha continuato il Presidente, parlando poi del Terzo Settore e del no profit, risorse importanti per l’Italia che per questo vanno aiutate (come si ha in programma di fare) e valorizzate, evitando le “tasse sulla bontà”. Non sono mancati, poi, momenti di critica sulla situazione attuale, la riduzione della produttività italiana, la disoccupazione a livelli ancora troppo alti, la mancanza di opportunità per le fasce più giovani. Temi sui quali ci si augura che le forze politiche riescano a trovare un accordo per mezzo di una discussione pacifica e costruttiva, anche in vista delle prossime elezioni europee. C’è stata comunque, da parte del Presidente, un’esaltazione di quello che nel corso degli anni abbiamo raggiunto, prove di merito che ci rendono, qualche volta, un Paese ricco di risorse e di sfide vinte. Questo grazie a chi non smette mai di lottare per vivere in un posto migliore, in una società che non ha costantemente la paura di esistere. Le parole di Mattarella possono essere d’ispirazione, ma è nella forza della comunità che si annida il vero segreto del vivere bene. Con l’augurio che l’anno appena iniziato sia ricco di spunti per poter diventare, ogni giorno, migliori di come siamo oggi.

Serena Savelli


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