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URANIO O VACCINI, I NOSTRI MILITARI CONTINUANO AD AMMALARSI

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urloweb – Incongruenze e nuove denunce: la Senatrice Lidia Menapace, presidente della Commissione di inchiesta sui casi di morte dei nostri militari, insieme alla Dottoressa Antonietta Gatti, ci spiegano il percorso e le loro idee per fare chiarezza e arrivare un giorno alla verità


-GUARDA IL VIDEO DI STRISCIA-

Senatrice, Lei è Presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sui casi di morte e gravi malattie che hanno colpito il personale italiano impiegato nelle missioni militari all’estero, nei poligoni di tiro e nei siti in cui vengono stoccati munizionamenti, nonché le popolazioni civili nei teatri di conflitto e nelle zone adiacenti le basi militari sul territorio nazionale, con attenzione agli effetti dell’utilizzo di proiettili all’uranio impoverito e della dispersione nell’ambiente di nanoparticelle di minerali pesanti prodotte dalle esplosioni,nonché le popolazioni civili nei teatri di conflitto e nelle zone adiacenti le basi militari sul territorio nazionale, con attenzione agli effetti dell’utilizzo di proiettili all’uranio impoverito e della dispersione nell’ambiente di nanoparticelle di minerali pesanti prodotte dalle esplosioni


Mentre lei dottoressa è stata chiamata in qualità di esperto a fare chiarezza nella commissione.

Questa apertura ci svela molte cose, le malattie e le morti dei nostri militari, del personale dell?industria bellica, la presenza di nanoparticelle nei luoghi di guerra e non. Oggi potete, dunque, escludere o confermare che l?uranio possa aver causato o concausato le patologie di cui ci occupiamo?

Sen. Menapace : La commissione non ha ancora terminato il suo mandato (è la terza dopo la Mandelli e la Franco, che non hanno potuto raggiungere risultati definitivi); per ora, dopo aver accertato che le patologie riscontrate sui militari stati in missioni fuori del territorio nazionale, nei poligoni di tiro e le popolazioni civili hanno come causa probabile l’uranio impoverito (e altre concause), deve accertare se sia stato introdotto il principio di precauzione e se ne sia stata controllata l’applicazione, in modo da poter arrivare a stabilire i risarcimenti dovuti. Vi sono discordanze tra i dati che la commissione ha raccolto e quelli del ministero della Difesa. Il ministro della Difesa sarà prossimamente audito di nuovo dalla Commissione per confrontare i dati e risolvere le discrepanze.

Dott.sa Gatti: Non ho mai trovato Uranio nei campioni patologici dei soldati che ho analizzato. Soldati che sono stati in missione all?estero o in Poligoni di tiro.

Esistono degli studi effettuati da medici che affermano che i soldati e il personale siano morti o si siano ammalati per cause diverse dall?uranio impoverito. Anche perché nessuno dei 1427 militari ammalati e/o morti si è mai recato in zone di guerra, ne’ è stato a contatto con Uranio impoverito.

Si punta il dito contro i vaccini e i multi vaccini che venivano sostenuti dai nostri militari. Che ne pensate?

M: Consulenti esperti della Commissione stanno raccogliendo le prove materiali  e relazioneranno prossimamente: indagano su esplosioni, dispersione di nanoparticelle, inquinamento dell’acqua del lago di Garda in seguito a caduta di ordigni contenenti uranio impoverito; inoltre anche possibili danni dovuti a somministrazione di vaccini non secondo le procedure previste, ma in modo affrettato e commisto.

G: Ho trovato nei loro tessuti l?inquinamento bellico che è fatto di metalli pesanti che non fanno bene alla salute. L?inalazione o ingestione di nanoparticelle prodotte da combustioni ad alta temperatura può rappresentare un rischio per la salute umana infatti queste non sono fermate dalle barriere fisiologiche naturali ma finiscono nella circolazione sanguigna e da qui si disseminano in tutti gli organi del corpo. Compreso midollo osseo, linfonodi, cervello e gonadi. Quando sono intrappolate all?interno dei tessuti non possono più uscire, ma possono esercitare un?azione tossica sul tessuto ed innescare una patologia. Quindi fattori importanti per il processo patologico sono la dimensione la morfologia e la chimica di queste nanoparticelle.

Giovani di 20 anni il cui sistema immunitario è stato indebolito (ed il corpo intossicato) da circa 40 dosi di vaccino assunte nel corso della vita, e a cui magari le ultime 20 dosi sono state iniettate nel tempo di 20 giorni invece dei 365 previsti (la preparazione veloce prima di andare in guerra) e che oltretutto presentano nella loro composizione metalli pesanti.

Il contingente tedesco – formato da 10.000 soldati che si sono alternati in Bosnia e Kosovo ? che presenta un solo caso di leucemia in linea con la statistica della popolazione tedesca, e che non presenta, nelle sue fila, nessuno in cui siano state trovate tracce di uranio.

E? questo il panorama che si presenta a chi sta studiando questo fenomeno?

M: I dati che la Commissione ha sono ancora in fase di raccolta confronto e interpretazione da parte di consulenti  esperti che relazioneranno  prossimamente.

G: I vaccini possono rappresentare anche loro un rischio in quanto nei vaccini è presente l?adiuvante. Questi sono composti chimici che amplificano la risposta immunitaria in quanto sono pitrogenico cioè inducono a piccola febbre.?Con la vaccinazione si vuole mimare il più possibile l’infezione naturale e proteggere da futuri incontri con agenti patogeni. I vaccini non possono contenere l’agente patogeno come tale, e sono quindi basati o su molecole da esso derivate (come ad esempio le proteine) oppure su microrganismi correlati ma meno virulenti oppure su microrganismi uccisi, collettivamente chiamati “antigeni”. Tali antigeni vaccinali, e in particolare le molecole purificate, non sono in grado di stimolare una risposta immunitaria efficiente come accade nel corso dell’infezione naturale e per questo motivo necessitano di un adiuvante. L’adiuvante finora usato per la maggior parte dei vaccini per uso umano è l’Idrossido di Alluminio. (ISS)? Fino a poco tempo fa si usava il tiomersale (Composto di Mercurio).  Ogni vaccinazione ha dei tempi di somministrazione che devono essere rispettati. Non si conosce la possibile interazione di vaccini diversi fatti simultaneamente. Sicuramente vi è un carico eccessivo degli adiuvanti. E? possibile che alcuni soldati abbiano avuto dei problemi da vaccinazioni multiple, ma è anche vero che subito dopo si sono visti gli effetti a carico del soggetto.

I soldati italiani ammalati sono circa 270 nel 2002, 513 nel 2006 e continuano ad ammalarsi; i morti sono saliti ad oltre una cinquantina, e si registrano 10 casi di figli nati con gravi deformazioni.
Le info ufficiali al 20/09/07 dicono che oltre 2.600 giovani si sono già ammalati. Ed aumenteranno ancora di più. 1427 di questi militari ammalati e/o morti non si è mai recato in zone di guerra, ne’ è stato a contatto con Uranio impoverito. Il personale non militare (non vaccinato) che si è recato nei
Balcani, pur essendosi trovato nelle zone bombardate, non ha avuto gli stessi problemi dei militari.

Sono questi i dati che avete voi? Che ne pensate?

M: La Commissione deve accertare i danni subiti dai militari, dalle popolazioni e dai volontari delle Ong, non escludiamo nessuna causa. Io personalmente penso che le patologie riscontrate siano causate da un complesso di fatti  (uranio, stress, nanoparticelle, vaccini ecc.) e che sia nostro compito agire perché chi è stato danneggiato abbia riconoscimento e risarcimento e per il futuro abbia assicurati i mezzi più efficaci per difendersi, prevenire ed eventualmente curare. Certamente il modo migliore di prevenire è mettere l’uranio impoverito fuori legge, e non mandare missioni in teatri di guerra. Le Nazioni Unite hanno di recente votato una raccomandazione in tal senso.

Personalmente lavoro perché chi ha subito danni riceva risarcimento e per il futuro perché le precauzioni, la  prevenzione necessaria e tutti i controlli sanitari appaiano e siano così costosi e difficili, da far capire che oltre tutto il resto la guerra o le armi o il militarismo (oltre cioè ad essere sempre un crimine secondo la carta delle Nazioni unite, oltre ad essere incostituzionale, oltre ad essere una follia, oltre a non risolvere nessuno dei problemi che affronta) è anche un “lusso”, uno “spreco” che non possiamo permetterci. Questo perché  molti non intendono prendere in considerazione nessun altro argomento che quello dell’utilità.

 

 

G: Occorre fare studi personalizzati sui soldati per determinare la vera esposizione (polvere bellica, vaccini ecc.). Entrambe le ipotesi potrebbero essere vere, ma non in simultanea.

 

 

Marco Caria

 

 

 

 

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