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Vaticano Spa: un viaggio tra documenti inediti per raccontare “lo Stato nello Stato”

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Dopo l’incontro-dibattito avvenuto presso la Sala Consiliare del Municipio XII lo scorso mese con Imposimato e Provvisionato, coautori del libro “Doveva Morire”, continua il ciclo dei libri editi da Chiarelettere. Il 24 maggio il giornalista Gianluigi Nuzzi ha presentato il suo Vaticano S.P.A. insieme a Luca Tescaroli, ex procuratore aggiunto.
Il libro, uscito nel maggio 2009, ha venduto quasi 200 mila copie ed è stato tradotto già in cinque lingue. 
La dialettica accattivante di Nuzzi cattura l’attenzione dei presenti, quando racconta gli episodi più salienti del libro, e la costruzione stessa dello stesso, avvenuta in maniera del tutto particolare. Il testo nasce infatti dalla scoperta di un archivio straordinario, quello di monsignor Renato Dardozzi, morto nel 2003 e a lungo impegnato nella gestione dello IOR, la “banca” del Vaticano coinvolta nei più importanti scandali finanziari italiani negli ultimi quarant’anni. Nel suo testamento il prelato  comunicò il desiderio di rendere pubblici i documenti in suo possesso, circa 5000, cui l’inviato di Panorama, Nuzzi, ha avuto accesso e, dopo averli visionati, ha potuto ricostruire una storia intricata e piena di ombre: quella del Vaticano negli anni ’80-’90. Dal trio Marcinkus Sindona e Calvi, al crac dell’Ambrosiano, alla crisi dello Ior, la questione tangentopoli con la  maxitangente della Enimont, le truffe e il riciclaggio. Nella seconda metà del libro si parla dell’inchiesta sul Grande Centro e i soldi della mafia, e dell’intervista a Massimo Ciancimino.
L’archivio Dardozzi riguarda in particolar modo Monsignor Donato de Bonis, che raccolse l’eredità dell’arcivescovo statunitense Marcinkus. Nuzzi tratteggia le imprese che con un eufemismo definisce “opache” con cui De Bonis si appropria di ingenti somme di denaro, come la tangente Enimont – mazzetta pagata dai vertici della società ad una serie di politici appartenenti ai due partiti di maggioranza durante l’acquisto delle azioni Montedison da parte dell’Eni – che si concluse con gli arresti di politici come Forlani, Craxi, Martelli, Pomicino, Bossi e La Malfa. Lo Ior aveva lasciato transitare circa 100 miliardi di lire attraverso De Bonis mentre il pool di Mani pulite non riesce nemmeno a sfiorare l’interno delle mura leonine, al sicuro dagli inquirenti. 
L’archivio Dardozzi contiene la corrispondenza tra i vertici dell’Istituto e la Segreteria di Stato, in particolare tra Angelo Caloia e il cardinale Angelo Sodano: si evidenzia un forte coinvolgimento della Santa Sede, in particolare dell’erede di Marcinkus, monsignor Donato de Bonis, ex prelato dello I.o.r. e fautore di un sistema offshore di riciclaggio di denaro sporco all’interno delle mura vaticane con conti criptati. San Pietro insegnò a suo tempo che la carità copre una moltitudine di peccati e il suo seguace de Bonis dimostrò di saper seguire il suo insegnamento, impegnandosi a mettere in piedi una rete di fondazioni fittizie, con lo scopo di raccogliere donazioni a scopi detti “caritatevoli”. Nuzzi narra al pubblico l’episodio delle “Ancelle della divina provvidenza”, monache di Bisceglie, che dovevano costruire istituti per i malati di mente, avendo sui loro conti quelli che oggi sarebbero 60 milioni di euro, mentre lo Stato italiano versava il corrispettivo di 100 euro al giorno per ogni malato. Allo Ior c’erano inoltre dei conti intestati a fondazioni benefiche sui quali sono circolati circa 300 milioni di euro; uno di questi conti era intestato a Omissis, nome di copertura del Presidente Andreotti. La collaborazione con Luca Tescaroli, racconta Nuzzi, nasce quando su Panorama questi pubblica un’intervista al quarto e ultimo figlio dell’ex sindaco democristiano Vito Ciancimino, Massimo Ciancimino, convocato dalla Procura a seguito delle sue affermazioni sul rapporto tra suo padre e Provenzano. La nota sentenza di Marcinkus “La Chiesa non si amministra con le Ave Marie”, non poteva trovare miglior trasposizione nelle vicende oscure dello Ior e della sua amministrazione tra l’80 e il ’93. Nunzi racconta anche la storia di Roberto Calvi, e le strategie finanziarie da lui condotte. Il “gioco” stava nel creare un elevato numero di società off shore in modo che le autorità trovassero difficoltà o impedimenti nell’eseguire i controlli sulle operazioni back to back eseguite sui depositi. Le acrobazie del banchiere milanese sono state possibili attraverso l’appoggio dello Ior della triade Maricinkus, Sindona, Calvi. Quest’ultimo morirà impiccato a Londra, dopo aver trascorso le sue ultime settimane nel tentativo disperato di salvare il suo Banco Ambrosiano, cui lo Ior era debitore. A giorni inoltre avrebbe dovuto presentarsi al processo di appello, dove aveva intenzione di fare dei nomi. Il Vaticano, uscito indenne dalla storia perché non perseguibile dalla legge italiana, ha versato 300 milioni di dollari. Secondo i pubblici ministero Monteleone e Tescaroli, il movente dell’eliminazione del banchiere fu quello di impedirgli di esercitare il potere ricattatorio nei confronti di referenti politico istituzionali della massoneria e dello Ior, con i quali aveva investito ingenti somme di denaro provenienti anche da Cosa Nostra.
Lo Ior ha potuto protrarre nel tempo un certo tipo di politica, non dovendo aderire a nessuna convenzione sulla trasparenza dei fondi, per l’extraterritorialità dello Stato Del Vaticano. Impegno quest’ultimo che ha preso nel dicembre 2010 e che determinerà a cambiare il suo operato, con l’adesione alle norme anti riciclaggio. Il verso del vangelo di Matteo “è più facile che un cammello  passi nella cruna di un ago che un ricco entri nel Regno dei Cieli” sembra essere la morale del bel libro di Nuzzi, il quale però non si schiera mai totalmente, attenendosi più all’analisi storica e storiografica.
Alla fine della presentazione il pubblico pone domande di vario genere, formula riflessioni e intrecci con l’attualità, richiamando ad esempio l’inchiesta su Anemone e Balducci che ha coinvolto lo Ior. Il dibattito tocca temi scottanti, stimolando la curiosità, l’interesse e anche la preoccupazione per questioni riguardanti le alleanze tra poteri politici, religiosi e occulti. Alla fine dell’evento rimane Tescaroli a rispondere alle domande del pubblico, Nuzzi ha un aereo per Milano dove lo attende Gad Lerner e sarà ospite a “L’Infedele”.

Flavia Cappadocia