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Birra artigianale e territorio: un binomio di successo internazionale

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Cresce la produzione di birra artigianale, sempre più legata al territorio. Consigli per vendere e spedire all’estero birra artigianale

La birra artigianale in Italia, soprattutto negli ultimi anni, sta ottenendo un successo incredibile a livello nazionale e internazionale, grazie soprattutto ai legami con i territori in cui viene prodotta. Sempre più birrifici italiani, infatti, hanno deciso di sottolineare questo rapporto con le terre d’origine tramite l’utilizzo di prodotti tipici per la produzione, trasformando la birra in un mezzo per diffondere tradizioni, eccellenze locali e veri e propri usi e costumi.

Produzione birra artigianale

Un fenomeno iniziato anni fa con l’utilizzo delle castagne per fare la birra di cui il territorio italiano è particolarmente ricco e che si è sviluppato attraverso l’uso sempre maggiore di materie prime diverse e tipiche di ogni regione, ottenendo l’ammirazione dall’estero, specialmente in quelle nazioni storicamente meno inclini a sperimentazione ed inventiva per quanto riguarda la produzione di birra “territoriale”.

Con lo sviluppo e la diversificazione sono arrivate sulle nostre tavole birre a base di pesca (Volpedo), di limone (Sorrento), di chinotto (Savona) per finire con la bevanda a base di farro tipica della Garfagnana.

Tra i prodotti di punta della tradizione di birra artigianale legata al territorio non possiamo non fare alcuni nomi: a base di ciliegie troviamo la LoverBeer e la Scires BRQ 13/14 del “Birrificio italiano”, con alimento principale la Salvia Sclarea citiamo La Rex Grue di Montegioco, basata sul grano monococco c’è la Low Gravity di Brewfist.

Ma gli ingredienti particolari non si fermano qui, basti pensare alla Genziana realizzata da “Birra del Borgo” e basata sulle radici di genziana provenienti dalla cooperativa Micillo di Consigliano e alla birra Oasi realizzata dal “Birrificio rurale” con miele di castagno.

Leggi e imballaggio per spedire birra con corriere espresso

Un successo, quello della birra artigianale che, come detto in precedenza, valica i confini nazionali. La dimostrazione è il fatto che si sono moltiplicate le richieste di informazioni ai corrieri espresso per le spedizioni e portali di comparazione di tariffe di corrieri come Packlink, che oltre ad offrire tariffe scontate per le spedizioni con corriere (Bartolini, UPS, Poste Italiane, TNT solo per citarne alcuni), informano sui limiti e sulle regole per spedire liquidi alcolici come vino e birre artigianali in tutto il mondo.

Ma quali sono questi limiti e regole?

Per chi vuole esportare birra e altre bevande alcoliche all’estero il primo consiglio è quello di utilizzare contenitori a tenuta stagna e di dividere il prodotto da altri tipi di merce: è obbligatorio, infatti, spedire gli alcolici da soli e compilare un documento di dichiarazione obbligatoria necessaria alla spedizione.

Per evitare danni alla merce è necessario dividere ogni pezzo con materiali specifici d’imballaggio, evitando che si tocchino e si rompano durante il trasporto. La birra, inoltre, deve essere imballata in posizione verticale, se non nei rari casi di prodotti particolarmente pregiati e necessitanti di condizioni di trasporto specifiche.

Per l’imballaggio le migliori confezioni sono quelle di cartone robusto con più strati possibili. Molto sicure sono anche le scatole in legno, anche se meno diffuse a causa del peso, uno dei fattori maggiormente incidenti sui costi di spedizione. Nella separazione delle singole bottiglie la scelta migliore è quella di utilizzare separatori di doppio spessore la cui lunghezza raggiunga o superi quella della bottiglia per evitare il contatto tra un pezzo e l’altro.

La birra, così come il vino, è soggetta ad accisa in tutti i Paesi dell’Unione Europea e per essere accettata all’estero deve essere accompagnata dalle marche da bollo specifiche e da tutta la documentazione necessaria per le esportazioni: obblighi necessari, da un lato, a consentire alle autorità doganali di controllare le merci ed assicurare il pagamento delle tasse da applicare e dall’altro, in caso di regime di dazio sospeso di evitare al ricevente il pagamento di alcuni accise legate alle spedizioni internazionali. Per esportare negli Stati Uniti, infine, occorre registrarsi al sito della Food and Drug Administration e allegare con la spedizione la documentazione richiesta.