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Raspberry curd

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In rari sprazzi di vitalità mattutina, dettati principalmente da fame e gola, riesco a compiere piccoli miracoli. Voglio dire, non è proprio nella mia routine prendere il caffè, preparare l’impasto per i pancakes alle mele e cannella e metter su un curd di lamponi… così, tanto perché mi andava!

Tanto per cominciare un “curd” è una crema, dolce e decisamente non light, che può essere usata su fette biscottate, biscotti, scones e dolci o mangiata direttamente col cucchiaino! La variante più famosa è quella al limone, che stempera con l’acidità del frutto la dolcezza di burro e zucchero. per la stessa ragione anche quello al lampone è buonissimo, quell’asprino tipico ci sta alla grande! Realizzarla è piuttosto semplice:

– 250 g di lamponi freschi o surgelati

– 200 g di zucchero semolato

– il succo di 1 limone

– 90 g di burro freddo

– 3 uova

Fate cuocere i lamponi in una casseruola con un filo d’acqua, specie se usate i frutti surgelati che ne rilasciano parecchia. Io ne avevo un po’ freschi un po’ no e ho fatto un bel mix. Cuocete dolcemente mescolando e schiacciando con un cucchiaio di legno fino a rendere il tutto della consistenza di una purea. A questo punto trasferite tutto in una ciotola adatta al calore e mettetela a bagnomaria su un’altra casseruola: scegliete bene la misura in modo che non vi caschi dentro e che possiate liberare una mano per raggiungere gli ingredienti!

Aggiungete lo zucchero, il succo di limone senza semi, il burro freddo a cubetti e le uova sbattendo il tutto con una frusta a mano. mescolate continuamente per circa una decina di minuti fin quando la crema non si sarà addensata e supererà la prova del dorso del cucchiaio velato (immergendo il cucchiaio, cioè, questo rimane velato da un sottile strato uniforme di crema che non scivola via) senza farla stracuocere rovinando la consistenza.

Se volete ora potete filtrare la vostra crema passandola su un colino e schiacciandola con un cucchiaio di legno, se vi piacciono i semini tenetela così! io ero scettica, ho provato pensando che avrei desistito al primo cucchiaio e invece ci ho messo un attimo e il risultato è decisamente più completo! A questo punto versate il tutto in un barattolo pulito e sterilizzato (io ne avevo di nuovi da battezzare, non vedevo l’ora!), lasciate raffreddare a temperatura ambiente e poi conservate ben chiuso in frigorifero fino ad un massimo di 10-15 giorni. Dovrete solo scegliere come mangiarlo!

Armenia Baghdighian