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Il richiamo per le città è all’eco-sostenibilità

ECO-COMPATIBILITÀ – La salvaguardia dell’ambiente è una tematica alla quale oggi pochi restano insensibili. Si sente parlare sempre più spesso di eco-compatibilità, associando questa parola anche alle strutture edilizie, che poco sembrano avere a che fare con l’idea di tutela dell’ambiente. Oggi la città cool è eco compatibile e la città vincente, in futuro, sarà sicuramente quella in grado di attrarre investimenti che andranno in questa direzione, quella dell’eco-sostenibilità. 

IL PROGRAMMA EUROPEO – Arriva dall’Unione Europea il programma che individua i requisiti che una città deve possedere per entrare nella classifica delle città più verdi al mondo. L’Europa, infatti, da anni si immagina come una grande società urbana che pone al centro le sfide ambientali. Le istituzioni comunitarie hanno messo in campo veri e propri premi per spingere Governi ed autorità locali a creare città sempre più verdi e per risolvere celermente problemi legati a tutto ciò che inquina l’ambiente: la Commissione Europea, ad esempio, ha ideato il premio Capitale verde europea (EGCA), assegnato ogni anno, che riconosce e premia gli sforzi locali per migliorare l’ambiente, l’economia e la qualità della vita in città. Obiettivo: creare la città verde modello d’ispirazione per le altre. Oltre al EGCA ci sono una serie di piani d’azione europei per l’ambiente e da Bruxelles sono tante le spinte politiche per far si che le città europee diventino più eco-sostenibili. I criteri che una città deve avere per essere davvero green spaziano da fattori quali la biodiversità, la gestione cittadina dell’inquinamento dell’aria, dell’inquinamento acustico, ma anche delle acque reflue fino alla presenza degli spazi verdi. La somma di questi fattori contribuisce a riempire l’elenco delle città più green del mondo e tra i primi posti ci sarebbero Singapore, San Francisco, Curitiba e Copenaghen. Per il 2015 la più accreditata è Lubiana.

LA SFIDA AMBIENTALE – Insomma, oggi la sfida più grande per un’area urbana sembra essere proprio quella ambientale, considerando la grande sensibilità dei cittadini su questo tema e tenendo conto del fatto che sono due europei su tre a vivere in città. Tanti gli studi realizzati da scienziati che si concentrano nella valutazione delle città verdi. Il team del Lawrence Berkeley National Laboratory in California ha individuato quattordici metodi di valutazione di livello internazionale, anche se nessuno di essi sembra essere sufficiente per fare un paragone ponderato tra città molto diverse tra loro. Chi è riuscito ad individuare il metodo più bilanciato, quindi maggiormente veritiero, sembrerebbe essere quello sponsorizzato dal colosso tedesco in campo di “Infrastructures and Cities”, “Industry”, “Energy” e “Healthcare”: Siemens. Si tratta del “Green City Index”. Lo studio, partito nel 2009, ha toccato le città dell’Europa fino a quelle dell’America Latina, degli Stati Uniti, del Canada, dell’Africa e, lo scorso anno, anche dell’Asia. Consumi energetici, emissioni di CO2, compatibilità ambientale degli edifici, trasporti, gestione e trattamento delle acque, qualità dell’aria, uso del suolo, rifiuti e governance ambientale, sono stati gli elementi presi in esame per 120 città. Interessante notare, grazie a questo studio, che le città a medio reddito ed in fase di crescita, sono meno virtuose sia rispetto alle città più ricche sia rispetto quelle più povere. Il limite da tenere in considerazione appare proprio questo, ovvero il problema di quelle città che seppur in un momento di crescita e di rinnovamento non riescono ad essere in grado di pensare alla sostenibilità ambientale. Il monito dell’Unione Europea è all’eco-sostenibilità, così come quello dei grandi scienziati di fama internazionale, per non parlare di chi le città le vive tutto i giorni. Probabilmente uno sforzo maggiore, fosse anche solo di progettualità, va richiesto oggi alle autorità locali: c’è chi parla di ossessione per la natura ma indubbio resta che soltanto il verde e la qualità ambientale permetteranno ad una città, di qui a qualche anno, di essere davvero sostenibile.

Antonella Melito