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La finanziaria replica gli incentivi

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incentivi auto

Obiettivo: sostenere i consumi, a rischio i fondi per la carta stampata.
Una finanziaria piena di sorprese. Partita alla leggera, poi gonfiatasi fino a raggiungere l’importante cifra di 9 miliardi di euro, non ha comunque risentito del trauma di passaggio.
E’ stata approvata dalla commissione Bilancio della Camera proprio nel giorno in cui l’agenzia di rating Standard & Poor’s, punto di riferimento per le analisi economiche, ha confermato i propri giudizi di lungo e breve termine per quanto riguarda l’Italia, con prospettiva stabile.
Tante le novità. A farsene relatore e’ stato il Ministro per lo sviluppo economico, Claudio Scajola, che ha parlato del nuovo decreto legge in arrivo, previsto per gennaio, riguardante la proroga degli incentivi su automobili ed elettrodomestici. Pur non essendo stata direttamente inserito in finanziaria, il provvedimento verrà presentato come decreto per l’inizio del nuovo anno. Il tutto già approvato dal Consiglio Energia dell’Unione Europea.
La finalità del nuovo provvedimento previsto per gennaio rimane la stessa: sostenere i consumi. Ma anche indirizzarli verso prodotti a maggiore efficienza energetica e tenere sotto controllo le emissioni di CO2. I dubbi non mancano. Il contributo messo in campo dallo Stato l’anno scorso non ha le forme di una piccolezza, aggirandosi intorno ai 1,4 miliardi di euro. Trovare i fondi per replicarlo non sarà facile, dicono gli analisti, che sottolineano come si dovrà anche fare fronte alla sempre più alta concorrenza che giunge da altri comparti industriali in difficoltà, anche loro alla ricerca di supporto.
Gli esperti aggiungono anche la stretta necessità per l’economia del paese di mantenere il livello delle 800mila immatricolazioni agevolate dagli incentivi nel 2009. Quest’ultimo dato potrà ormai variare di poco. E’ ormai giunto agli sgoccioli il termine ultimo per usufruire degli incentivi per questo anno. Per quanto concerne il comparto auto, la scelta dovrebbe rimanere molto ampia anche nel nuovo decreto: dal veicolo alla moda all’utilitaria.
Ma dalla finanziaria non sono arrivati solo segnali positivi. A essere posto sotto minaccia e’ il mondo della carta stampata: il provvedimento contiene infatti al suo interno un tetto all’erogazione di fondi all’editoria, che e’ stato immediatamente oggetto di critiche da parte della Federazione Nazionale della Stampa, il sindacato che unisce la categoria.
Particolarmente a rischio le testate di partito, che sarebbero fortemente penalizzate dall’ipotesi di cancellazione del diritto, in capo ai giornali di idee, di ricevere finanziamenti dallo Stato fino ad ora previsti. “Si tratterebbe di una scelta molto grave – si legge in un comunicato del Sindacato – che metterebbe a repentaglio la possibilità stessa per un centinaio di testate dei più diversi orientamenti politici e culturali di continuare a offrire informazione e dibattito di idee. In questo modo molti posti di lavoro saranno a rischio e le aziende avranno reali difficoltà ad approvare i bilanci per il prossimo anno”.
Le conseguenze della crisi, almeno a breve, sembrano non venire meno.

Federico Roli
Urloweb.com