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Allenarsi con il Nunchaku, per una “Mens Sana in Corpore sano”

Domenica 26 marzo si è svolto presso la palestra della Scuola Caproni, in via Solidati Tiburzi 16, lo stage didattico-dimostrativo “Giocare con il Nunchaku” della disciplina Hilot Saoma

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L’appuntamento è alle 10, è una bellissima giornata di primavera. Ciò che salta subito agli occhi è che lo stage si effettuerà non in una classica palestra buia, ma in un ambiente illuminato. Entriamo e troviamo il Maestro Michele Rizzi, 51 anni, parlare con i suoi allievi e definire gli ultimi dettagli. Ci accoglie con  sorriso ed entusiasmo e ci parla del Nunchaku: “Questo strumento di cui si servivano i contadini per battere il riso, fu trasformato in arma di auto difesa, quando nel periodo imperiale, era proibito possedere delle armi. Oggi è per noi strumento di allenamento per la mobilità articolare, il rafforzamento dei tendini flessori ed il benessere corporeo generale  ”.

Nel frattempo Alessio, poco più che ventenne, si avvicina per chiedere le ultime indicazioni. “Questo ragazzo l’ho visto crescere, ha iniziato all’età di 13 anni, ormai è un veterano; potete chiedere a lui qualsiasi cosa”. Ovviamente non ci facciamo scappare quest’occasione. Intorno a noi vediamo diverse altre “armi” e chiediamo lui il significato. “Ci tengo a precisare che sono armi che noi utilizziamo per raggiungere l’equilibrio psico-fisico, il fine ultimo non è solo il combattimento. Oltre al Nunchaku usiamo la spada, bastone lungo, bastoni corti e palm-stick”.

Lo stage prosegue; il Maestro Mik (in palestra lo chiaman così) è attento ad ogni particolare, ad ogni movimento ed all’esecuzione di ogni tecnica, una vera e propria passione la sua. Una passione per questa disciplina che, come scopriremo a fine stage, che è iniziata negli anni “90. “Dopo aver praticato altre arti marziali, ho conosciuto un maestro filippino che mi ha trasmesso l’essenza di questa disciplina. Oggi sono 10 anni che insegno a Portuense”

Nel frattempo dall’altro lato della palestra gli allievi danno dimostrazione di tutta la loro bravura facendo volteggiare in aria i nunchaku e tirando insieme tecniche di pugno e calcio.

Lo stage si conclude con altri esercizi di stretching e di respirazione e con la consegna degli attestati di partecipazione. Ne usciamo affascinati ed arricchiti da un’arte che fa della spiritualità e allo stesso tempo della marzialtà il suo equilibrio e punto di forza. Un mondo dove il tangibile si unisce con l’intangibile, il trascendentale si lega inevitabilmente al mondo immanente, per raggiungere quell’obiettivo che Giovenale, già nell’antica Roma, definiva Mens Sana in Corpore sano.