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Il fantacalcio al tempo dei Millennials

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Oramai il termine “Millennial” è entrato nel gergo comune di persone e media e sta a indicare quella generazione nata a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta che è cresciuta praticamente di pari passo con il progresso tecnologico digitale.

I Millennial sono fondamentalmente quella generazione che oggi vive a pane e social network, che fa di smartphone e tablet i compagni di viaggio indispensabili, che vive perennemente connessa alla rete. Questa simbiosi con la rete ha prodotto sicuramente degli effetti positivi e altrettanto sicuramente delle distorsioni in alcuni comportamenti, con tutti i pregi e difetti del caso.

Quello che è curioso è che i Millennial abbracciano la tecnologia in ogni aspetto della propria vita, anche in quelli che tradizionalmente sono legati a un retaggio piuttosto convenzionale e per nulla digitale. Un esempio significativo di questa metamorfosi è il fantacalcio, uno dei passatempi ritenuto tra i meno tecnologici e che oggi invece è diventato a tutti gli effetti degno della dicitura “2.0”.

In cosa consiste però questa versione evoluta del gioco? Nel nostro paese lo possiamo identificare facilmente con il fantacalcio a premi proposto da Fantasfida, che ha creato una vera e propria “isola felice” per gli amanti del calcio di nuova generazione, nella quale si ha solo l’imbarazzo della scelta.

Infatti grazie ai moltissimi utenti registrati è facilissimo iniziare subito una partita di fantacalcio, senza dover aspettare che ci siano tanti partecipanti a un singolo torneo, come magari avviene col gioco tradizionale. È sufficiente trovare un avversario per dar vita alla sfida: ogni utente seleziona 7 giocatori che ritiene i più indicati per quella tipologia di torneo ed è sufficiente aspettare la fine delle partite per avere il responso sul vincitore e di conseguenza per incassare il premio stabilito.

Altro aspetto che sicuramente ha catturato l’attenzione dei Millennial è il fattore tecnologico alla base delle valutazioni sui giocatori. Non più i voti stabiliti dagli esperti del settore, che per quanto bravi avranno sempre un parere soggettivo sulle vicende del campo, ma un sistema all’avanguardia che permette di attribuire a ogni giocatore un punteggio in base a quanto fatto realmente in campo, sulla base delle azioni nelle quali è stato coinvolto.

Prendiamo un esempio figlio della prima giornata: Adam Masina del Bologna ottiene un voto pari a 6 nel fantacalcio tradizionale mentre la sua prestazione vale 18 punti su Fantasfida.

Questo perché ottiene 1 punto per ogni pallone recuperato (saranno 11 a fine gara), 3 punti perché la sua squadra non ha subito reti nei 90 minuti in cui è stato in campo, 1 punto per aver tirato verso la porta e 3 punti per aver centrato lo specchio con una conclusione. Una visione molto più realistica della gara di un difensore, che consente ai giocatori più esperti e avidi di dettagli di poter selezionare i giocatori in modo molto più consapevole.

Nel secolo delle informazioni e del digitale, il nuovo fantacalcio sembra cucito addosso ai giovani Millenial.