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Lazio Nuoto: botta e risposta tra Comune e Società in vista del sit-in di sabato

Il comune replica all'indizione della manifestazione in Campidoglio con l'assessore Frongia che parla di 'caduta di stile' da parte dei dirigenti

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SAN PAOLO – Sabato 2 marzo la Società sportiva Lazio Nuoto, da più di trent’anni presente nel quartiere di San Paolo, ha lanciato una manifestazione in Campidoglio per protestare contro la messa a bando dell’impianto sportivo di via Giustiniano Imperatore. Tra i motivi della protesta alcuni elementi del bando che non premierebbero gli aspetti sociali dell’attività sportiva, lasciando ampio spazio alle grandi catene. La protesta in queste ore è stata stigmatizzata dal Campidoglio, con i responsabili dello sport capitolino che hanno parlato di una ‘caduta di stile’ da parte dei dirigenti della società.

LA MOBILITAZIONE – La nota diramata dalla Lazio Nuoto parla di una assurda procedura amministrativa che ha messo a bando la piscina di Via Giustiniano Imperatore, da 33 anni gestita dalla S.S. Lazio Nuoto, un’eccellenza del nostro territorio, certezza per le famiglie, punta di diamante per uno sport pulito e di alto livello tecnico”. L’invito alla mobilitazione prosegue spiegando che in questo impianto, assieme a tanti cittadini del territorio, a bambini, donne in gravidanza, anziani e disabili, hanno nuotato anche campioni olimpici, mondiali, europei e italiani, di nuoto e di pallanuoto. Il tutto con un modello “rivolto al sociale e al grande sport, dove tutti i proventi servono per finanziare l’attività dei ragazzi e per pagare istruttori e personale”. Valori che secondo la dirigenza non si riscontrerebbero nel bando diramato da Roma Capitale un bando, spiegano, “fatto su misura per chi, magari senza esperienza, organizza lo sport solo per guadagnarci. Il Comune – seguitano – per primo dovrebbe avere a cuore la tutela della qualità dei servizi ai cittadini”.

LA REPLICA DEL CAMPIDOGLIO – Al comunicato stampa diramato dalla SS Lazio Nuoto hanno risposto l’assessore capitolino allo Sport, Daniele Frongia, assieme al presidente della commissione sport e consigliere del M5s, Angelo Diario. I due esponenti grillini hanno lamentato una ‘caduta di stile’ da parte dei ‘dirigenti di una delle società sportive più gloriose della Capitale’. Nella nota si legge che “La SS Lazio Nuoto ha avuto in gestione una piscina di proprietà comunale per oltre 30 anni, proroga dopo proroga, pagando un canone agevolato di 700 euro al mese. Invece di mostrare gratitudine all’Amministrazione che le ha riservato un ottimo trattamento per un così lungo periodo, e senza provare un po’ di pudore nello sbandierare di aver ricevuto le chiavi di una piscina al prezzo di un monolocale, i dirigenti pubblicano un comunicato di protesta contro quella che definiscono una assurda procedura amministrativa”. Per Frongia e Diario non c’è nulla d’assurdo nel mettere a bando questo impianto con una concessione scaduta. “Nel frattempo – aggiungono – la società non solo non è stata sfrattata ma, pur essendo di fatto e di diritto nello status di occupante senza titolo, gli è stato consentito di proseguire tutte le attività allo stesso canone agevolato previsto nella concessione scaduta”.

LeMa