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Viaggiare in Vietnam: turismo in crescita grazie alla possibilità di partire senza visto

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In questi tempi di allarme terrorismo e paura del diverso sembra quasi un’utopia partire senza visto d’ingresso per un viaggio intercontinentale. Eppure il pacifico e tranquillo Vietnam ha deciso ormai quasi 4 anni fa di rendere le sue frontiere più accessibili ai visitatori provenienti dai Paesi europei considerati più sicuri e tranquilli. L’Italia è stata inclusa in questa lista e grazie a questo provvedimento il turismo dal nostro paese al Vietnam ha subito un incremento notevole in pochissimo tempo.

Osserviamo i dati più da vicino prendendo come riferimento un report pubblicato nel luglio 2018 dal Ministero vietnamita di Turismo, Sport e Cultura.

I dati del 2018

Secondo lo studio condotto dalle autorità vietnamite, nel primo semestre del 2018 (gennaio-giugno), il turismo dall’Italia sarebbe cresciuto del 17,6% rispetto allo stesso semestre dell’anno precedente. In totale, l’Italia ha fatto registrare in quei sei mesi ben 33.183 presenze, che in assoluto possono sembrare poche ma in realtà sono un numero in forte crescita rispetto agli anni precedenti. Anche se i visitatori provenienti da Germania, Regno Unito, Francia e Olanda sono molti di più di quelli italiani, la crescita dell’Italia risulta seconda solo a quella della Finlandia e il mercato italiano si colloca ormai al 21esimo posto nella classifica dei mercati più influenti per il turismo del Paese del sud est asiatico che stiamo analizzando.

L’impennata delle visite dall’Italia è iniziata con il varo della nuova legge riguardante i visti turistici, che risale al luglio del 2015.

Ecco cosa prevede nel dettaglio il regolamento.

Visti turistici: cosa prevede la legge vietnamita

Secondo la legge del 2015, rinnovata nel 2016, nel 2017 e l’ultima volta nel 2018 con scadenza 30 giugno 2021, gli ingressi dall’Italia in Vietnam per soggiorni di durata inferiore ai quindici giorni non richiedono più il visto turistico, ma solo un passaporto in corso di validità. Per riattraversare la frontiera due volte di seguito senza visto bisogna far passare almeno 30 giorni tra un viaggio e l’altro.

Per chi volesse restare più giorni o tornare in Vietnam prima del decorso dei 30 giorni, è necessario ottenere un visto presso l’Ambasciata vietnamita di competenza. (Fonte: Farnesina).

Una volta atterrati, le autorità richiederanno ai turisti solo la compilazione di un visto doganale, che dovrà essere restituito al momento dell’imbarco sul volo di ritorno.

Anche se i costi del visto per il Vietnam non sono eccessivi, è possibile sfruttare la possibilità di saltare questo passaggio burocratico organizzando un viaggio di durata inferiore al limite previsto. Ma il numero di giorni previsto è sufficiente per godere appieno delle meraviglie del Vietnam?

Vietnam senza visto: quanti giorni servono per visitare Il Paese?

Con la giusta organizzazione, che contempli anche spostamenti in automobile e voli interni, è possibile toccare tutte le località principali del Vietnam. I tour operator hanno perciò tarato le proposte in catalogo anche (ma non solo) in base al limite dei 15 giorni.

Il Vietnam non è un Paese piccolo: con una superficie di 331.689 chilometri quadrati, è poco più esteso dell’Italia, per cui è facile immaginare cosa significhi vederlo tutto in sole due settimane.

Ma grazie alla presenza di voli interni e alla possibilità di noleggiare un automobile o di affidarsi a una guida per gli spostamenti interni, si possono “assaggiare “tutte le località più importanti, tra cui:

  • la Cittadella, ovvero l’antica città imperiale con i suoi spettacolari edifici, situata all’interno della città di Hue

  • la Baia di Ha Long, patrimonio dell’umanità e uno dei siti più suggestivi di tutto il Vietnam

  • l’antica Saigon, oggi chiamata Ho Chi Minh, con i suoi edifici d’impronta coloniale e le tracce della memoria della guerra del Vietnam

  • Hanoi, la capitale del Paese

  • l’incantevole cittadina di Hoi An, dove si può entrare in contatto con la manifattura più autentica della tradizione artigianale locale

  • i villaggi tipici che costellano la provincia di Nghia Lo

  • gli spettacolari paesaggi che si incontrano con i percorsi di trekking che si diramano dal piccolo villaggio di Tu

  • il fiume Chay e le sue bellissime grotte

(Qui e qui delle descrizioni più accurate delle località indicate nella lista).

Qual è la stagione migliore per visitare il Vietnam?

Il periodo migliore per partire alla volta del Vietnam è quello compreso tra novembre e marzo, anche se – nella zona centrale del paese – dicembre è ancora interessato da forti piogge.

Nei restanti mesi dell’anno, il Vietnam può essere pericoloso a causa delle forti piogge e dei tifoni che lo colpiscono, e che in passato hanno anche provocato delle vittime tra i turisti.

Anche se non riguarda direttamente il clima, la Farnesina segnala che le città principali sono purtroppo interessate da livelli di inquinamento oltre i limiti di guardia, per cui è opportuno premunirsi di mascherine anti smog in caso di problematiche respiratorie o in presenza di soggetti a rischio.