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Alla ricerca della marca perfetta

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Breve guida di sopravvivenza nell’incredibile mondo delle sottomarche.

Da quando la Miss Sixty era la novità del momento e le allora adolescenti, come me, pensavano di aver trovato una miniera d’oro capace di combinare prezzi abbordabili e collezioni alla moda sembra passata un’eternità. Da lì in poi è stato un susseguirsi continuo di nuovi marchi, dalla vita più o meno lunga e dal nome più o meno (spesso meno) conosciuto. Una serie infinita di case di moda improvvisate, alcune destinate a decollare aumentando in modo esponenziale i prezzi dei loro prodotti, altre (la maggior parte) condannate a rimanere sconosciute ai più. Navigando come al solito per il web e ostinandomi a frequentare ogni genere di negozio consenta di vestirsi pur non chiamandosi Rockefeller, ho annotato mentalmente nel tempo una quantità infinita di marche accomunate da alcune caratteristiche rigorosamente imprescindibili: nomi improbabili, linee che lasciano un tantino a desiderare, uso smodato di tessuti acrilici dannosi per se stessi e per gli altri, e testimonial spesso più sconosciuti delle marche stesse.

In questo preciso momento, ad esempio, indosso un paio di jeans “Yes! Miss” e non me ne pento.  Ma se pensate che una marca più sconosciuta di questa non esista, allora siete fuori strada. Quanti di voi conoscono la Ampollina Jeans? O ancora, Bambolina, Monella Vagabonda, Animagemella, Furbetta Exen, Follettina Girl, Sixshout? O Partito Preso, Jonk46 e Holsen, dedicate alla moda maschile? Per non parlare dell’infinita serie di “Miss”: da Miss bollicina sexy4u a Miss Pirù, passando per Miss Ribellina e Miss Clò che incredibile a dirsi, è l’abbreviazione dello strabiliante “Miss clonata”. In effetti si tratta di marche pressoché introvabili anche nei negozi più devoti all’easy look, ma se capitate in rete e non avete nulla da fare allora vi consiglio di fare un giretto fra i loro siti, in un virtuale ritorno al famoso “Gira la moda” che ha cullato le speranze di tante giovani stiliste in erba. E non dimenticatevi di far caso ai simboli curiosi che le rappresentano, inverosimili almeno quanto i nomi. Dalla Miss Pirù, identificata da una simpatica coccinella, alla Jonk 46, con una scimmia incattivita con tanto di occhiali e cappellino, dall’apetta sovraeccitata di Miss Ribellina alla bollicina con seno fuori misura e coda di cavallo (possibile partner della famosa particella di sodio di un’acqua minerale) di Miss bollicina sexy4u. Ma l’apoteosi si raggiunge con “Partito Preso”, con tanto di testimonial targato Grande Fratello, che ha puntato sul gioco di parole scegliendo come simbolo una Banana, disegnata come logo di un partito politico (per l’appunto!), su cui è stata posta una X  (del voto), e impostando tutta la campagna pubblicitaria sul ragazzotto GF alle prese con delle finte conferenze stampa da bravo politico in erba. Mah! Vi lascio con una chicca che arriva da una nuova azienda produttrice di magliette, chiamata Drean, ha lanciato un’idea semplice e spaventosa allo stesso tempo: vendere magliette abbinate a carte telefoniche della Tim, con un traffico di cinque euro, il cui numero appare in bella mostra sulla T-shirt. Non è grandioso? Praticamente una rivoluzione per i timidi: si incontra per strada una persona che piace, ci si annota il numero che ha sulla maglietta e via, una volta a casa la si chiama. Ed il claim scelto dall’azienda non è da meno: Keep in Touch! Un messaggio inequivocabile: creare nuovi contatti, nuove interazioni, suggerendo un’idea di sensualità ed insinuante erotismo. Aiuto!

S.S.