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Chi trova un’amica trova un tesoro

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«I giornali hanno un’anima che è fatta dalle persone che ci lavorano. Se c’è armonia, si percepisce, così come si percepisce se c’è il piacere di venire a lavorare». Ha proprio ragione Emanuela Testori, Fashion and Beauty Director del mensile Amica, che chiarisce quanto sia importante il percorso umano in una realtà che intende parlare alle persone.

Creare una propria identità e personalità è condicio sine qua non, per una rivista, di rendersi “riconoscibile”.
Così come accade a un essere umano, la rivista deve avere carattere e individualità propri e deve rivolgersi a un pubblico ben preciso. Piacere a tutti è un’utopia, quindi è meglio essere se stessi e circondarsi di persone che si trovano sulla stessa lunghezza d’onda. È su questo semplice principio che si basa anche la fidelizzazione e la ricerca di un target.

Ma che tipo è AMICA?

«Amica è una donna sobria, pulita, molto moda, ma non vittima della moda, elegante e, se vogliamo, anche un po’ stronza», che non rinuncia a quell’egocentrismo misurato sempre, invadente mai, tipico di un savoir faire invidiabile. D’altronde basta guardarla: mai si avverte il bisogno di cercarla con gli occhi, perché tra mille come lei, Amica lo trova sempre il modo di rendersi riconoscibile. Con il suo total white, candido e tagliente allo stesso tempo, non le è difficile distinguersi nella pspichedelia cromatica degli scaffali di un’edicola. La stessa Emanuela Testori confessa che «dopo aver testato l’efficacia del fondo bianco è diventato impossibile distaccarsene.» Infatti, nonostante sia molto difficile rendere ogni copertina differente da quelle precedenti, il bianco aiuta molto la rivista a spiccare tra tante e a nutrire la propria personalità. E, anche se la copertina non è tutto, resta pur sempre una chiave di lettura che, come un abito, ci dice qualcosa su chi lo indossa.
Ma superato l’impatto estetico, per Amica arriva il momento di parlare, di svelare, pagina per pagina, quell’anima che si cela dietro a contenuti e servizi fotografici.

«Volevo sfatare il mito che una moda dove si vede il vestito fa catalogo» sostiene la Testori che, ritiene fondamentale, quando si suggerisce uno stile, mostrare com’è fatto l’abito, di che tessuto è costituito e chi è lo stilista che l’ha realizzato. «Volevo assolutamente fare un giornale Europeo, indirizzato a una donna curiosa e colta, una donna con una cultura e con una storia».
E Amica sembra proprio piacere a questo tipo di donna.
Sono passati solo cinque anni da quando Rizzoli ha deciso di dare nuova vita a questa testata che, a distanza di così poco tempo ha già un fatturato pari a quello di Elle e Marie Claire, se vogliamo parlare di numeri. Ma se vogliamo parlare di “carattere” certo è, che Amica non è proprio paragonabile ad altre riviste, poiché sembra avere trovato un’identità tutta sua, che la fa andare dritta per la sua strada.

Cinzia Dell’Omo