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Destinazione birra: Praga

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Praga è sempre più una delle mete turistiche più gettonate. Il suo fascino unico e la magia che viene sprigionata da ogni vicolo del suo centro storico.

cattura i suoi ospiti lasciandoli sempre con un senso di malinconia e una voglia di ritornare al più presto. Sono sempre stato attratto da questa magnifica città calda e avvolgente, dal passeggiare tra i vicoli di “Starè mèsto” la città vecchia, dalla maestosità del castello con la gotica cattedrale di S.Vito che si stagliano sopra il medievale Ponte Carlo come delle vigili sentinelle sulla calma apparente della Moldova.

Ma ancor di più sono attratto dall?ammirare i suoi innumerevoli aspetti artistici con splendidi esempi barocchi, gotici, cubisti. Praga è una città che non ha mai disdegnato la sperimentazione, come certo ha insegnato il Regno di Rodolfo II, incensandola di una particolare aurea alchemica mai sopita. Non starò certo qui a scrivere un trattato artistico/storico poiché guide e menti più illuminate della mia in tal proposito ne hanno scritti reperibilissimi fiumi di inchiostro. È vero comunque che le forti esperienze di mutamento storico avvenute negli ultimi decenni hanno segnato profondamente le nuove generazioni: i giovani praghesi sembrano sempre avere un qualcosa in più, un vissuto sicuramente diverso e più impegnativo da noi figli di un’oppressiva “apparenza”. Non è un caso che soprattutto verso noi italiani (Praga è sempre di più una meta di carattere sessuale e noi la facciamo da padroni) noto sempre di più un certo scetticismo.

Qui però cercheremo di soddisfare anche la curiosità dell’a noi molto caro “cacciatore di birre”. La Rep. Ceca può vantare il primato al mondo di consumo pro-capite di birra superato soltanto a livello regionale dai bavaresi, famose sono le sue coltivazioni di luppolo della zona di Zatec (Saaz in tedesco) che regala alle sue birre un carattere unico con un accentuato amaro mitigato da sentori floreali (in particolare camomilla). Può vantare la prima lager dorata della storia, conosciuta al mondo col nome tedesco di Pilsner Urquell (fonte originale di Plzen), la cui nascita è fonte di nobili leggende che ne hanno fatto forse la birra più imitata al mondo (il termine Pils richiama proprio questa leggendaria birra e viene riprodotto in tutto il mondo con le varianti del caso). È vero che l’acquisto della fabbrica di Plzen da parte dell’odiata multinazionale SAB-Miller ne ha accentuato il carattere industriale annientandone il suo gusto originale, ma è ancora possibile farsi un’idea del gusto di una volta divorandosi una Urquell nello storico locale praghese “U Zlateho Tygra” (Husova 17, tra piazza della città vecchia e Ponte Carlo), dove i boccali vengono sempre riempiti di un’ottima “pivo” Urquell non pastorizzata, la migliore della città. Da non perdere comunque l’unico locale al mondo a vendere la Urquell non filtrata (per chi ci segue da un po’ sa cosa vuol dire), bisogna però lasciare Praga in direzione Plzen: trattasi del “Na Parkanu” sito in Veleslaninova Ulice 4, dietro la piazza principale del paese. Una serie di birrifici artigianali possono sollazzare le vostre gole assetate di ottima birra, vediamo di segnalarne qualcuno: si inizia col più famoso “U Fleku”, si trova nella zona di Novè Mésto ed è lì da circa 500 anni?Pensate a quanti fegati sono passati attorno a quelle sale splendidamente goticheggianti?L’ambientazione è unica e si attraversa un’atmosfera da veri bevitori: come infatti vuole la tradizione mitteleuropea capita spesso di trovarsi al tavolo con un gruppo di folkloristici bevitori locali e il coinvolgimento (visti i fiumi di birra) è rapido. Da “U-Fleku” si beve una scura (in ceco tmàvé) ivi prodotta, la spillatura è buona e nonostante il tono (e i prezzi) sempre più turistico, si mantiene sempre a ottimi livelli gustativi, spesso accompagnata con il micidiale bicchierino di Becherovcka che spegne definitivamente ogni barlume di lucidità. Poco distante verso piazza Venceslao, vi imbatterete nei labirinti della “Novomestsky Pivovar” in Vodickova 20, immenso dedalo di cunicoli con una dozzina di salette sempre piene. Tmàvé e svétlè (chiara) le birre autoprodotte, sinceramente sofferenti di scarsa maturazione nelle mie visite, il periodo estivo e l’affluenza massiccia non aiutano. Da provare comunque, atmosfera splendida. Di passato glorioso vive l’ “U Svateho Tomàsè”, situata a Malà Strana in Letenska 12, a destra di Ponte Carlo, trattasi della più antica birreria praghese, ex convento agostiniano la cui fabbrica è stata spostata in altro luogo. Atmosfera cupa e medievale.

Mi lascia qualche dubbio sulla effettiva produzione in proprio delle birre (credo che da qualche tempo non le producano più) che comunque non sono eccezionali. A parte il valore storico non ho mai trovato altro. Di ben più interessante aspetto “gustativo” è la birreria del monastero Srahov, raggiungibile anche con la funivia che porta alla collina Petrìn corredata da una buona camminata. Alla “Klastèni Pivova” si arriva per dissetarsi dopo l’obbligatoria visita al suddetto monastero e alla sua splendida biblioteca dei filosofi. In un ambiente sorprendentemente moderno ci accolgono per sollazzarci la gola tre ottime birre alla spina, fra cui l’immancabile tmàvè (il VERO stile ceco) e un’altra interessante scura di ben 7,5°, una vera rarità per la Rep.Ceca, patria di birre comunque molto leggere (non vi fate ingannare dalla gradazione presente sulle etichette, trattasi del grado saccarometrico spesso indicato con 10 o 12, trasformabile poi in quello alcolico).Fra i birrifici aperti più recentemente possiamo segnalare la “Pivovarsky Dùm” in Lìpovà 15, con una birrificazione che senz’altro fuoriesce dalla tradizione grazie all’utilizzo di spezie e frutti vari (anche banana!) sinceramente non sempre riuscitissima.
L’ “U Medvidkù” da solo locale di mescita della birra Budvar si è trasformato in una piccola fabbrica, dove birrifica una interessante “Oldgot barrique lezàk” e delle particolari birre marchiate “X” con una terrificante “X-33” di ben 12°, una lager che fa impallidire anche la pessima Tennent’s Super. Mi è sconosciuto invece il “Bulovky”, che mesce birre autoprodotte marchiate “Richter” (da non confondere con la più nota Rychtar), si trova in Bulovka 17, nella decentrata Praga 8?attendo informazioni utili dal primo “beer-hunter” di turno a Praga!

Fra i locali di sola mescita, oltre al già citato “Zlàtèho Tygra”, immancabile è sicuramente l’ “U Cernèho Vola” in Loretànske Nàmèsti nel quartiere del Castello. È il punto preferito per concedersi una pausa dopo la terrificante salita che porta allo splendido Castello e alla Loreta, dove si può dominare a vista l’intera Praga. Questo è uno dei luoghi sacri del bevitore praghese, dove il turista non è visto benissimo e dove ci si scontra con la “rudezza” del cameriere locale.

Ma la birra, specialmente l’ottima tmàvè della Kozel (prodotta a Plzen e accorpata alla stessa Urquell) è di qualità eccelsa e spillata con maestria: un must! Tra gli altri posti dove vale la pena perdersi in un boccale c’è l’immenso “U Vejvodu” a Jilskà 7, nel quartiere vecchio. Qui potrete degustare una discreta Gambrinus scura spillata decentemente, il locale è poi ottimo per seguire eventi sportivi grazie ai suoi maxischermi posti nella enorme sala interrata sotto una splendida volta in vetro. Se siete però persi in crisi di astinenza calcistica e altro, immancabile è lo “Jagr bar”, locale trendy del Maradona dell’hockey su ghiaccio (l’eroe nazionale Jagr) e se proprio volete accompagnarvi con una birretta sparatevi una simpatica “Velvet” spillata in carboazoto.
Non sempre si và a visitare un locale praghese per la birra, ma anche per la sua splendida atmosfera, a volte decadente, a volte goticheggiante o pienamente “art nouveau”. E allora gustatevi la “storicità” di luoghi come “Svejk” a Siroka 12 nel quartiere ebraico, “U Kalicha” a Na bojìsti 12, “U Vystrelènko Oka” nel quartiere di Zizkov in Bojovnike 3, tutti posti da poter contemplare in un religioso “assorbimento”, perché pochi luoghi al mondo possono vantare una cornice così affascinante per un boccale della nostra beneamata. Probabilmente anche una Tourtel prenderebbe un sapore diverso in questi luoghi “magici”, ammaliandoci con un lieve senso di ebbrezza, nonostante sia analcolica.

Buona Praga a tutti e buona ricerca in una città che a ogni nuova visita regala sempre qualcosa di diverso.


Manuele Colonna