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Dio salvi le regine e i re

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Si sa, il popolo inglese è stato protagonista di controversie storiche e culturali fin dai tempi più remoti. Dalla forza di coloro che furono in grado di erigere la turistica Stonehenge, ai Vichinghi, all’Anglicanesimo, ai vizi della corte del severo Enrico VIII fino a quelli della longeva e megalomane Queen Victoria.

Ed eccoci qui, gettati a capofitto nel swing dell’Inghilterra contemporanea, tra Churchill, Woodstock, i Beatles, la rivolta, Mary Quant e il lancio della sua istituzione: la minigonna indossata da Lesley Hornby, più nota come Twiggy (stecchino). Tutti si guardano con aria interrogativa, tutti tranne loro, quella cerchia non ancora esclusiva ma già unica per la capacità di evasione e di eclettismo.

Uno per uno entrano da quella porta di carta, ritagliando un pezzo per volta col fine di costruire la propria anima su un manichino. Prima fra tutti effettua il suo ingresso la punk lady londinese Vivienne Westwood. Taglia un pezzo di quella porta e crea abiti in tartan, concilia fondendo la sua passione ironica per la brit-tradition con la haute couture a cui tutti gli stilisti talentuosi mirano. Il risultato è sconvolgente.

Lo è anche per il gitano John Galliano che prende fiato facendo un pit-stop alla Central Saint Martin school of Arts di Londra. Detto fatto. Uscito dal college apre la porta di carta e ne stacca un pezzo, lo arriccia, lo dipinge di fucsia, lo applica su una geisha maliziosa e seducente. Questa cammina per la passerella di Givenchy, poi per quella di Dior. La falcata è lenta, ammiccante e teatrale.

Ci divertiamo. Si diverte anche il fashion hooligan Alexander Mc Queen che insegue la geisha fino alla porta di carta. Mc Queen stacca gli infissi, distrugge la maniglia. Poi corre a Buckingham Palace e strappa la union jack; la bandiera britannica. Poi corre al cimitero di Brompton e prende un teschio. Chiama Aimee Mullins, modella priva di gambe ma con protesi in legno finemente costruite. Mc Queen trasgredisce e lo fa fino al suo ultimo giorno di vita.

La porta di carta è in brandelli.
La porta di carta è stata la porta di casa.
La porta è l’occhio dell’arte, perchè è questa la moda britannica: un racconto mitizzato, una risata fragorosa nel vedere un dipinto rinascimentale rovinato (o migliorato?) da drappeggi, ghirigori, macchie blu, bianche e rosse.

La moda inglese affascina perchè descrive davvero la parte più infantile e giocosa; la profondità sognante delle nostre anime troppo formali e composte durante la veglia.

London calling, inneggiavano i Clash… E non mentivano.

Violetta Sturiale