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Esclusione di atleti disabili dai Giochi Studenteschi

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Una scelta discriminatoria o un errore burocratico?

L’esclusione di Atleti con disabilità alle Finali Nazionali di corsa campestre, che si terranno il 20 marzo a Novi (VI) nell’ ambito della manifestazione dei Giochi Studenteschi 2011, è un campanello d’allarme, un segnale inquietante.
L’assenza della modulistica specifica, che nella prassi viene allegata per consentire la partecipazione di studenti con disabilità a questo tipo di manifestazioni, è un fatto grave. E vanifica il lavoro di tutte quelle realtà, associative o istituzionali che siano, che da anni vedono nello sport un fattore di inclusione sociale. Una disparità , quella operata dal Ministero dell’Istruzione, che è stata denunciata in Commissione Cultura alla Camera, dall’on. Manuela Ghizzoni (Pd), nella forma di un’interrogazione parlamentare. “Si tratta di una scelta discriminatoria che contrasta con la piena inclusione di questi alunni, anche attraverso progetti di diversità motoria e sportiva, quale obiettivo prioritario della scuola dell’autonomia” ha dichiarato la Ghizzoni.
“E’ inaccettabile ” ha affermato con nettezza Aurelio Mancuso, presidente di Equality Italia, la rete che si interessa della difesa dei diritti civili. “Il Ministro Gelmini dovrebbe spiegare pubblicamente perchè la modulistica esclude i ragazzi disabili, ma ancor più urgentemente dovrebbe porre rimedio a questa decisione discriminatoria e ritirare il divieto”. Equality Italia sta già promuovendo una raccolta firme, per protestare, insieme ad altre associazioni, nei confronti del Ministro.
Ad avvalorare la tesi di un errore pacchiano, di una svista procedurale, intervengono alcune voci vicine alla maggioranza di Governo.
Tra queste, per gettare un po’ di acqua sul fuoco, Antonio Guidi, collaboratore del Sindaco Alemanno per le Politiche sulla Disabilita’, ha affermato che “il rischio di esclusione dei ragazzi con disabilita’ dalle finali dei Giochi Sportivi Studenteschi per una questione burocratica e’ inaccettabile”.
L’errore, da umano, diventa amministrativo. Colpa di un oscuro burocrate che, kafkianamente, prende decisioni all’ombra di una logica senza ragione.
Eppure qualcuno potrebbe obiettare che due indizi fanno una prova. Ed allora sarebbe facile ricordare i tagli, previsti in finanziaria per persone che, con una disabilità inferiore al 75 %, non avrebbero più potuto godere della pensione di invalidità. Un provvedimento nato dall’intento di stanare i falsi invalidi, ma talmente grossolano e generico, da provocare l’immediata esclusione dal ricevimento dell’assegno mensile, di tutte le persone affette da sindrome di down che, nella quasi totalità dei casi, presentano soglie di invalidità inferiore al 75%.
Cosa si vuol dire. Di certo non esiste una volontà spietata e palesemente razzista nei comportamenti del Ministero dell’Istruzione piuttosto che in quello delle Finanze.
Però quello che sembra preoccupante, è la scarsa attenzione che, secondo gli esempi riportati, sta caratterizzando l’operato del Governo verso il delicato tema della disabilità.
Poiché, riprendendo le parole di Guidi, ottimista e “fiducioso nei confronti del Ministro Gelmini che sicuramente sapra’ superare un ostacolo grottesco” non si può omettere la giusta considerazione conclusiva con cui, lo stesso collaboratore di Alemanno, chiude la sua dichiarazione, sottolineando il rischio di “far perdere a tutti una preziosa occasione: non solo alle persone con disabilita’, ma anche al mondo dello sport, a quello della scuola e delle istituzioni”. Nella speranza che, queste ultime, con un colpo di reni, sapranno porre rimedio ad un errore che, ci auguriamo con loro, sia veramente l’ultimo. Almeno sul tema della disabilità.

Fabio Grilli