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Gran Premio di Roma: addio

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Flammini ed Alemanno presentano, a malincuore, un progetto già annullato. Occasione persa o grande vittoria per la salvaguardia dell’Eur?

Il Gran Premio di F1 a Roma rimarrà un sogno per Maurizio Flammini ed un incubo passato per quanti si erano opposti alla rassegna motoristica all’interno della città di Roma ed in particolare nelle strade dell’Eur.
Tutto questo almeno per ora. C’è già chi sostiene che in futuro il progetto potrebbe essere ripreso in mano. Flammini intanto ha ufficialmente consegnato nelle mani del Sindaco Gianni Alemanno il libro con il progetto del Gran Premio sostenendo che “lo studio è stato portato avanti da tecnici ed esperti nei minimi dettagli, con perseveranza e capacità, e rimane a disposizione della città come patrimonio di progettualità e conoscenze utilizzabile anche in futuro”.
La consegna è avvenuta il 21 gennaio all’Auditorium del Massimo durante quella che doveva essere la conferenza di presentazione del progetto ufficiale e che, invece, è stata l’inevitabile conferenza del come e perché il Gran Premio non si svolgerà più a Roma.
L’incontro organizzato da Flammini era stato preceduto nella tarda mattinata da una conferenza di Alemanno in Campidoglio con la stampa, dove il Sindaco aveva annunciato di aver ricevuto una lettera da Bernie Ecclestone nella quale veniva posto l’obbligo di scegliere un solo GP per nazione. Messo alle strette da questo cambio di rotta del patron della F1, il Sindaco ha dovuto, a malincuore, tenere fede alla promessa di non fare niente che potesse far escludere Monza dal calendario delle corse e ritirare definitivamente la candidatura di Roma ad accogliere i bolidi di Ecclestone.
All’incontro del Massimo, Flammini si è presentato sul palco come se avesse dovuto veramente presentare il progetto, accompagnato dalla squadra di tecnici con cui ha lavorato in questi due anni. L’obiettivo era quello di far comprendere ai presenti la grande professionalità messa in campo, la completezza di un progetto ormai definitivo e pronto per essere attuato, ma soprattutto la grande occasione persa dalla città di Roma e da tutti i suoi cittadini. Il presidente di FG Group ha anche spiegato che il no di Ecclestone alla gara non è dovuto a problemi con FG Group bensì alla lentezza e disorganizzazione della burocrazia italiana che ha prolungato i tempi di approvazione del progetto. Il patron della F1, rivela Flammini, aveva, ogni sei mesi, per quattro volte, rinnovato l’accordo con FG per la realizzazione della corsa fino all’ultima scadenza non rispettata del 31 dicembre che ha fatto saltare tutto.
Gli studi sono stati sviscerati in tutti i loro aspetti, compresi quelli negativi, come l’impatto acustico, esponendo pro e contro dell’iniziativa. Inoltre è stato mostrato in dettaglio il progetto di riqualificazione dell’area delle Tre Fontane. Flammini ha dichiarato che è sua intenzione proseguire con il programma di 50 eventi previsti per Roma Formula Futuro, anche se, mancherà proprio l’ultimo e più importante, ovvero la gara. L’incertezza sul futuro dell’Eur e delle Tre Fontane ora è grande.
Alemanno, intervenuto al Massimo, si è detto dispiaciuto per il brusco stop ai lavori ma ha ringraziato l’Ing. Flammini al quale ha riconosciuto il merito di essersi impegnato, anche economicamente, per la città di Roma e per i suoi cittadini. E aggiunge: “Il progetto Roma Formula Futuro finisce qui? La nostra risposta è no, perché attorno all’idea della Formula 1, attorno a questo soggetto attivatore, sono fioriti ben 50 progetti di spessore internazionale. Un’idea di trasformazione e di arricchimento dell’Eur, la trasformazione del Tre Fontane, che diventa un grande tassello, essenziale per la candidatura olimpica e paraolimpica 2020 di Roma, un’occasione da non perdere per il rilancio della città e sulla quale tutti dovranno impegnarsi”.
Particolarmente interessante è stato l’intervento del Prof. Renato Mannheimer al quale era stato commissionato un sondaggio da Eur Spa per capire la reale risposta dei cittadini dell’Eur e dintorni alla corsa automobilistica. Ne è uscito che, mediamente, il 60-65% era a favore, sempre a fronte di importanti interventi per la riqualificazione della zona, mentre il restante 35-40% rimaneva contrario.
Come detto innumerevoli volte, le posizioni, anche dopo la rinuncia al progetto, rimangono due.
Chi, come Flammini, è convinto di aver perso un’occasione importante per riqualificare l’Eur e per dare maggiore appeal turistico alla capitale e chi invece pensa di aver scampato un grosso pericolo per l’impatto negativo che la gara avrebbe potuto portare, ovvero: costruzioni ingiustificate, compensazioni edilizie per Flammini, modifiche dei parchi dell’Eur, impatto sonoro oltre il traffico.
Come sostiene Cristina Lattanzi del comitato Salute e Ambiente Eur, “c’è poco da dire ancora sul GP. Si è semplicemente palesata l’impossibilità, da noi più volte dimostrata, di realizzare un circuito di Formula 1 nel cuore di un centro abitato. Inoltre ben si sapeva che le case automobilistiche erano contrarie a un nuovo GP in Italia. Quindi ora le cubature non servono più. L’Eur va riqualificato preservandone l’assetto urbanistico e paesaggistico , non cementificandolo”.
Dello stesso avviso è anche il Presidente della Provincia Zingretti che considera l’Eur una miniera d’oro abbandonata e si auspica una sua riqualificazione. Renata Polverini, Presidente della Regione Lazio, si è detta invece profondamente rattristata dall’annullamento di un progetto in cui la Regione aveva fortemente creduto e al quale aveva dedicato da subito tempo ed attenzione.
Urlo in questi due anni ha seguito da vicino il tema della Formula 1, con un’attenzione forse mai dedicata a nessun altro argomento. Vi abbiamo aggiornato ogni mese con le novità che si susseguivano e le polemiche che montavano. Siamo certi di aver fatto un buon lavoro di informazione, senza mai propendere da una parte e lasciando, a chiunque ne avesse l’autorità, la possibilità di intervenire. Speriamo che, i nostri lettori, abbiano notato ed apprezzato il nostro impegno e la nostra, totale, imparzialità.

Simone Brengola