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Il tempo

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Come nel passato, nell’attuale presente e nel prossimo futuro, le cose sono cambiate e cambieranno ancora. La medicina ha fatto passi da gigante per la salute dell’uomo: ma siamo sicuri che il tempo abbia portato tutti questi giovamenti?
Nell’attuale presente il genere umano parla troppo e pensa poco: così attesta nel 1999 Edgar Morin sull’opera letteraria “Le tete bien faite”. In tema educativo il problema cruciale nel nostro tempo è quello di raccogliere tutte le sfide sulla conoscenza acquisita nella nostra vita educativa, tutte le virtù della morale. Il rispetto verso gli altri dov’è finito?

Andare al ristorante nel secolo scorso era un lusso, era riconosciuto solo a poche persone. Molti italiani che vivevano in campagna o nei piccoli paesini non vi mettevano piede. Magari alcuni andavano in trattoria o semplicemente all’osteria. Va precisato che nel Novecento l’insegna mancava della preziosa “H”, che poi si trasformò in “Hostaria”.
Qualche decennio più tardi il loro arredamento era composto da tavoli di legno, con l’illusione di avere cibi semplici e genuini. L’acqua del rubinetto veniva portata subito ed era contenuta in brocche di coccio o di vetro. Il primo, il secondo e il contorno con frutta era lo schema del pasto del Novecento. Si iniziava a l’una e si rientrava a casa a tarda sera. I commensali seduti e composti in questo scenario di tinozze, botti e panche di legno. L’oste serviva il vino bianco o rosso. Tutto era sfuso in hosteria, vi erano cartelli con scritto “non si accettano clienti con cibi propri”.

Dopo le due guerre l’hostaria si trasformò in trattoria e oggi nei moderni ristoranti. Le file primeggiano nell’attesa di entrare e sedersi su queste tavole imbandite.

Oggi esiste il dilemma primo o secondo, per poi finire al caldo o al freddo per fumarsi la fatidica sigaretta proibita. Le cose sono cambiate: è la sottrazione del diritto di scelta. Accade che ci troviamo di fronte ad un drastico “aut-aut”: o capire o annegare; questo è il mondo di chi non parla, è più forte chi vince, il linguaggio nel tempo libero nel mondo informativo si è tutto standardizzato, è la vita dei progetti.
La lingua italiana, quella materna, va nel cestino. Le grandi idee dove si è costretti a parlare, le grandi lingue europee hanno cambiato il mondo, le antiche storie universali designano la realtà di chi non ha accesso al linguaggio. Rischia di essere tagliato fuori. Questa è l’Europa, il passato è buono ricordarlo, ma l’attuale è quello che conta.

Livio Sabene