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Special Olympics Italia ai Giochi Europei di Varsavia

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Per tornare a ricordare che, come ha detto Matteo Tagliariol, “lo sport aiuta ad unire”.

Roma. Giornata di emozioni, saluti ed incoraggiamenti quella che lunedì 13 si è svolta nella suggestiva cornice del Circolo Canottieri Aniene.
Una Conferenza Stampa molto partecipata, allestita per omaggiare una delegazione di atleti Special Olympics che prenderà parte, dal 17 al 23 settembre, ai Giochi Europei di Varsavia 2010.
La rappresentativa azzurra, composta da 28 atleti 10 tecnici e 2 delegati, cimentandosi in discipline quali il Basket Unificato, l’Atletica, il Bowling ed Tennis, avrà la possibilità di entrare in contatto, prima ancora che di competere, con migliaia di atleti disabili intellettivi provenienti daVarsa tutto il continente.
Sarà una settimana all’insegna dell’integrazione, del gioco e dello sport, avendo da sempre implementato, il movimento Special Olympics, una mission alternativa allo spirito della mera competizione sportiva.
Come ha ricordato il Vicepresidente del Coni e Presidente del Comitato Italiano Paralimpici Luca Pancalli, “Special Olympics svolge una funzione essenziale per chi, come me, vive nella dimensione agonistica. Ci aiuta a riflettere molto e se ne possono trarre tanti  insegnamenti che hanno profondi effetti riabilitativi, ma non solo sui ragazzi, quanto sull’intera società”. Un riconoscimento importante, che difficilmente non viene colto da quanti si avvicinano al movimento.
Come Matteo Tagliariol, oro olimpico a Pechino 2008 nella Spada, e neo testimonial di Special Olympics Italia, che in conferenza stampa ha riconosciuto come “venendo a contatto con questi ragazzi e questa organizzazione, che ringrazio per avermi scelto come testimonial,  ho potuto realizzare una cosa che, per noi professionisti sempre concentrati sulla competizione, non è affatto scontata. Ho potuto riscoprire il senso profondo dello sport, con i suoi valori originali, per i quali lo sport stesso era stato concepito. In altre parole, ho riscoperto, nello sport, un modo per unire.”
Ed uniti sono stati, sicuramente, gli apprezzamenti rivolti dagli schieramenti politici, per bocca dei loro rappresentati. Dall’ assessore alla Provincia Patrizia Prestipino(Pd), al Vicepresidente della Regione Lazio Luciano Ciocchetti(Udc), le dichiarazioni di affetto e di impegno sono state notevoli.
Anche l’intervento del Sottosegretario al Consiglio dei Ministri, Rocco Crimi(Pdl), è stato da iscriversi nell’alveo della disponibilità istituzionale a seguire con interesse un movimento che, a suo dire, “annullando la disabilità fa tornare gli atleti a sorride. E con ciò restituisce a tutti il significato profondo della gioia di vivere”.
Un entusiasmo contagioso, al punto da far dimenticare per qualche ora, al Presidente del Circolo Canottieri Aniene, Giovanni Malagò, la scomparsa dello storico socio Pietro Calabrese, cui comunque è stato rivolto un ricordo affettuoso.
Un entusiasmo che non è mai mancato alle delegazioni italiane. “Non è il primo lungo viaggio che i nostri atleti compiono” ha ricordato Angelo Moratti, Presidente di Special Olympics Italia. “Da Shangai a Dublino,  ovunque si vada, i risultati sono sempre stati gli stessi. Cinesi, Americani, Russi sono più numerosi. Noi invece risultiamo più organizzati ma, soprattutto, i più simpatici.
Pensate che a Shangai, in occasione dei Giochi Mondiali, siamo addirittura riusciti,  prendendole in giro, a fare amicizia con le severissime guardie cinesi”.
Un impegno non da poco, come quello che gli atleti special italiani stanno andando a compiere. All’insegna dello scambio, dell’integrazione e, come ha loro ricordato il portierone Angelo Peruzzi, presente in sala, “del divertimento. Perché lo sport deve essere soprattutto questo”.

Fabio Grilli