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La parte degli angeli

Dedicato a te, giovane sceneggiatore, che passi le tue nottate davanti a un Mac divorando sigarette e rincorrendo quella Musa che ispiri la tua rivoluzione creativa.


Dedicato a te, provetto narratore, fresco diplomato in qualche corso di scrittura, pronto a inondare il mercato con i tuoi mirabili parti d’ingegno. Dedicato a te, scriba frustrato, convinto che il micro mondo suburbano abbia esaurito la sua forza descrittiva. A tutti voi, Ken Loach dà una lezione alla modica cifra di sette euro e cinquanta (in caso di riduzioni, tanto meglio), presentando un racconto semplice e manualistico. Nonostante qualche buco narrativo (con personaggi apparentemente importanti ai fini della storia ma che improvvisamente svaniscono nel nulla), “La parte degli angeli”, colpisce per la sua lineare essenzialità: la vicenda narrata, il tratteggio dei personaggi e la struttura dialogica seguono uno schema basilare che non sfocia mai nel banale. Il racconto scorre fluido, esaltato dalla pur breve durata.

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Regia: Ken Loach (UK, FRA 2012)
Sceneggiatura: Paul Laverty
Interpreti: Paul Brannigan, John Henshaw, Gary Maitland, Jasmin Riggins, William Ruane, Roger Allam, Siobahn Reilly, Chooye Bay, Paul Birchard, James Casey, Lorne MacFayden, Charles MacLean, Joy McAvoy

Simone Dell’Unto

 

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