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Quei bravi ragazzi

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Si sente spesso dire che i film sui criminali sono pericolosi. Sì, che non andrebbero realizzati perché spesso sortiscono l’effetto contrario a quello narrativo ricercato dall’autore, e finiscono per mitizzare personaggi, spesso realmente esistiti, che sono sostanzialmente un cattivo esempio. Beh, “Quei bravi ragazzi” è uno di questi pur non facendo pienamente parte di tale categoria, perché è, a suo modo, un film unico. Scorsese infatti non guarda a Coppola e al suo Il Padrino nella denuncia sottotraccia di una mafia organizzata, ma crea per questa splendida pellicola una caricatura di una banda di criminali che rappresentano una grottesca immagine di loro stessi, come la madre di Joe Pesci, intrepretata dalla vera mamma di Scorsese, che prepara loro una sontuosa cena mentre nella macchina parcheggiata fuori c’è un uomo vivo chiuso nel bagagliaio. La sceneggiatura sopraffina, arricchita da improvvisazioni lampo come quella della lite di Joe Pesci al bar, è supportata da una colonna sonora memorabile che fa da sfondo alle interpretazioni di un cast formato da un tridente stellare, De Niro, Liotta e Joe Pesci (vincitore dell’Oscar per questa interpretazione).

Regia: Martin Scorsese
Sceneggiatura: Martin Scorsese
Interpreti: Robert De Niro, Ray Liotta, Joe Pesci, Lorraine Bracco, Paul Sorvino

(USA 1990)

Marco Etnasi