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Quando Trump gioca a fare l’optimates e Biden il populares

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Washington DC: tra il 5 e il 6 gennaio 2021 migliaia di manifestanti si sono riuniti davanti al Campidoglio americano per la “Save America March”, cioè una manifestazione che aveva lo scopo di “salvare l’America” dal presunto imbroglio elettorale messo in moto da Joe Biden. I sostenitori di Donald Trump hanno cercato di scongiurare, con la violenza, la proclamazione di Biden da parte del Congresso Americano come nuovo Presidente degli U.S.A.

Quello che è successo i primi giorni del 2021 ci porta indietro di circa duemila e cinquant’anni!

Infatti l´Urbe nel primo secolo a.C. assistette a tre guerre civili per il sostegno di uno o di un altro politico. Tra l’83 e l’82 a.C. Lucio Cornelio Silla e Gaio Mario e le loro milizie si scontrarono per determinare chi dovesse diventare console. Silla era esponente degli optimates (ottimati), ovvero i ricchi politici provenienti dall´aristocrazia romana, i conservatori dei privilegi dell´ordine senatorio. Gaio Mario dalla sua parte guidava i populares, quella classe politica che sosteneva richieste e necessità dei ceti più popolari: era un partito alimentato da personaggi ricchi, ma la cui ricchezza non era familiare; si erano “fatti da soli”, erano piccoli imprenditori che cercavano di allargare la vita politica anche alle classi più basse. Inizialmente fu Silla che riuscì a cacciare dalla città Mario e i suoi sostenitori per poi partire per l’Asia Minore. Mario, ritornando a Roma, riuscì a farsi eleggere console per la settimana volta, ma morì poco dopo. Il rientro e la riacquisizione del potere per Silla fu facile e veloce, ma altrettanto cruento e vendicativo: stilò liste di proscrizione nelle quali erano inseriti i nomi dei Mariani (sostenitori di Gaio Mario) che furono brutalmente uccisi dai Sillani (sostenitori di Silla) con confisca dei beni dallo Stato. La volontà di Silla era quella di restaurare la classe politica dei Repubblicani. Questi erano sempre più viziati dalla fastosità della loro vita, non si prendevano cura della res publica (letteralmente “la cosa di tutti”) ma tendevano a rimanere saldamente “attaccati alla poltrona” per i privilegi che donava quella situazione.

Situazione simile si presentò dopo la formazione del triumvirato tra Crasso, Pompeo e Cesare, con la morte di Crasso e la conseguente lotta al potere tra Pompeo e Cesare. Era il 51 a.C. quando il Senato affidò a Pompeo il ruolo di consul sine collega, cioè “console senza collega”, che era una carica straordinaria in quanto i consoli erano sempre due. Intanto in Gallia, Cesare si faceva sempre più forte della fedeltà delle sue legioni. Nel 49 a.C. Cesare chiese di tornare a Roma e di venir nominato console, eppure Pompeo e il Senato rifiutarono chiedendogli un ritorno a capo delle sue truppe, ma solo da privato cittadino. La risposta di Cesare fu decisiva: il Rubicone venne attraversato dalle legioni. Pompeo venne sconfitto e si rifugiò in Egitto. Qui il re Tolomeo XIII volle ingraziarsi i favori di Cesare uccidendo Pompeo, e come tutti sappiamo poi il trono venne affidato a Cleopatra, sorella di Tolomeo e amante di Cesare. La guerra contro i pompeiani durò fino al 44 a.C. quando Cesare tornò trionfante a Roma facendosi nominare dittatore a vita, ma alla sua morte la città cadde in una nuova guerra civile tra Ottaviano e Marco Antonio da cui uscì vittorioso Ottaviano, conosciuto poi come Ottaviano Augusto, primo imperatore romano.

Veronica Loscrì