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Fedeltà

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“Fedeltà” è stato atteso a lungo (sono passati quattro anni da “Atti osceni in luogo privato”). Pubblicato questa volta da Einaudi, demolito e osannato ancora prima della sua uscita, in gara per il Premio Strega, è un libro da non perdere. L’ultimo lavoro di Marco Missiroli racconta senza alcun dubbio qualcosa di non troppo distante da quello che vorremmo essere e il suo opposto, una certa incompiutezza molto umana: dentro microsistemi di relazioni durature e occasionali, Carlo, Margherita e i rispettivi amanti sono esempi di solitudine, di figure imprigionate in corpi, stanze, case e spinti verso mete spesso stabilite da altri o programmate in un momento di distrazione. I personaggi hanno evidentemente trovato il loro autore, ma lo “strappo nel cielo di carta” è sempre lì a ricordare una possibilità costante di sabotaggio di ogni più piccola certezza del quotidiano. Quadro nel quadro, due volti con le teste coperte da un telo bianco: non possono vedersi, non possono comunicare, ma non per questo il loro bacio (rapido e nascosto) appare meno irresistibile. Il punto è: forse quando decidiamo di restare fedeli rompiamo il patto con quello che eravamo prima? “I must be gone and live, or stay and die”: William Shakespeare e Romeo and Juliet sarebbero un esergo (alternativo e) perfetto.

Fedeltà
Marco Missiroli
Einaudi 2019
Euro 19

Ilaria Campodonico


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