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Gli innamoramenti

Ogni mattina María osserva e segue fedelmente una coppia di sconosciuti, Luisa e Miguel, in un caffè di Madrid: gli incipit di Javier Marías sono insuperabili, come l’uso della lingua vertiginoso anche nel suo ultimo libro.
Un giorno Miguel viene ucciso: i fatti si sono già svolti e su tutti c’è un fantasma, il protagonista letterario che è già fuori dal mondo, al quale non può capitare più nulla. María, dopo aver stretto una relazione con Javier, il migliore amico di Miguel, scopre che questi è in realtà segretamente innamorato di Luisa: la storia diventa più complessa di come si era annunciata. Ricordi e citazioni si mischiano alle immagini in un avvicendarsi ipnotico di segnali e parole. È in atto il pensiero romanzesco, quello che si nutre di tutti i libri che sono stati scritti dei quali dimentichiamo anche la sinossi, ma che portiamo dietro per tutta la vita. Una forma di pensiero specifica: guardare al mondo e alle vicende umane letterariamente, assumendo l’aporeticità dei discorsi sentimentali. Dei tempi di permanenza nelle relazioni, della convenienza che i morti non tornino, dell’amore e degli innamoramenti. Se “il salario del peccato è la morte” diceva San Paolo, Marías fa correre ancora una volta Amore e Morte uno accanto all’altra per compiere insieme un salto difficile nella trama stessa della vita.

Javier Marías
Einaudi 2012
pagine 320
euro 20

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Ilaria Campodonico

 

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