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L’avventura del giglio selvatico

La fama di Søren Kierkegaard non comincia con le fiabe e senz’altro non si esaurisce con queste, ma ritrovare L’avventura del giglio selvatico in un prezioso volume d’artista, pubblicato da Quodlibet nella collana per bambini, rappresenta la sola possibilità di effettuare un’esplorazione irripetibile dentro un sistema filosofico ancora così vivo, lucido e vigoroso. Tradotta da Gianni Garrera e accompagnata dalle illustrazioni a matita di Matteo Fato, questa favola poco conosciuta è quanto di più lontano dalle vicende di principi, principesse, draghi e fatine e costituisce un compendio perfetto dell’esistenzialismo, delle contrapposizioni classiche tra vita estetica e vita etica, disperazione e angoscia, scelta ineluttabile e realizzazione di sé. È la storia vera di un giglio che abita accanto a un ruscello, felice della sua vita fino al giorno in cui entra in contatto con un uccellino che gli racconta di campi sognanti dove fioriscono gigli meravigliosi. Ma quanto più sembra ascoltare le parole dell’uccellino tanto più sprofonda in una strana angoscia, conquistato dal dubbio crescente di non andar più bene. È proprio da qui che il giglio comincia a marciare verso la sua catastrofe: tendendo a una perfezione che non esiste, sedotto da ciò che potrebbe essere, dimentico di quello che già è, allontanando la felicità.

L’avventura del giglio selvatico

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Søren Kierkegaard

Quodlibet 2018

Pagine 32

Euro 15

Ilaria Campodonico

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