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Lontano dagli occhi

La letteratura si può inventare o scoprire, poiché è nelle cose stesse, nelle mitologie famigliari, nelle differenti provenienze e nei luoghi di approdo, passati, presenti e futuri. Con Lontano dagli occhi Paolo Di Paolo ha saputo vedere il particolare poetico, perché dotato di occhi puri, come fosse la prima volta o ricordasse con reale sincerità. Spontaneo, intuitivo, curioso, lo scrittore prova a dare nomi credibili agli sguardi e ai demoni dei suoi personaggi. Luciana (nella sua redazione) e l’Irlandese (?) dai capelli rossi, la giovane Valentina ed Ermes (il ragazzo con cui è stata qualche mese), Cecilia e Gaetano (tra una casa occupata e la strada e una tavola calda) annunciano una cosa che li riguarda, ancora inconsistente come un’ombra ma che esiste da subito come presenza massimamente sconvolgente: tutti diventeranno presto genitori. L’immensità delle distanze da riempire, la profondità degli interni, il viaggio nella città (Roma degli anni ottanta, lo spazio che abitavamo) riflettono e accrescono vertiginosamente la solitudine e il senso d’impotenza conoscitiva per una ricerca sterminata di felicità. Tre storie e sullo sfondo una stagione che cambia, per ricordare le nostre coordinate nel mondo e non dimenticare di essere figli, prima di ogni altro nuovo possibile inizio.

Lontano dagli occhi

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Paolo Di Paolo

Feltrinelli 2019

Pagine 192

Euro 16

Ilaria Campodonico

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