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Ombre sull’erba

Chi ama la narrativa di Karen Blixen, le sue meravigliose descrizioni di orizzonti e mondi lontanissimi, il suo talento nel costruire figure riconoscibili facilmente anche su continenti alla deriva, resterà comunque sorpreso come fosse dentro una nuova e favolosa prima volta. La voce della scrittrice di romanzi e viaggiatrice, l’identità femminile e lo sguardo acuto sulle cose sembrano combinarsi come elementi mai più scindibili. Pubblicato nel 1961, un anno prima della morte, Ombre sull’erba è l’ultima dichiarazione di fedeltà alla sua Africa, alla terra amata e abbandonata (definitivamente) nel 1931. Un’esistenza tanto ricca di contrasti, momenti di profonda inquietudine e altri di non trascurabile felicità, eppure unita nella visione, tra quel territorio primigenio di fascinosa e selvaggia eleganza e una parte di Nord, essenziale e astratta, attraverso il racconto di esplorazioni e memorabili ritratti. C’è ancora tutto: paesaggi, case, animali, esseri umani in questo piccolo e straordinario libro che a tratti sembra un sogno. Come le figure in cui si imbatte, che non sono il risultato della sua libera fantasia, ma di un instancabile desiderio di conoscere, di andare incontro all’altro, di esercitare libertà di movimento e pensiero. In un penetrante cammino nella profondità del suo animo.

Ombre sull’erba

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Karen Blixen

Adelphi 1985

Pagine 118

Euro 8

Ilaria Campodonico

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