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Davide Shorty e Funk Shui Project – Reboot

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Davide Shorty continua la collaborazione con il collettivo Funk Shui Project anche in un momento difficile come questo e Reboot nasce in quarantena, uscendo su Spotify il 26 Marzo per Totally Imported e distribuito da Artist First.

Davide Shorty vive a Londra, mentre i Funk Shui Project sono di Torino e in assenza della sala prove, luogo quanto mai necessario per la vita di un musicista, trovano la giusta alchimia a distanza per comporre un gran pezzo e annunciare l’uscita del nuovo disco.

“Abbiamo sentito un grande bisogno di esternare le nostre emozioni relative a questo momento, un po’ per sentirci più vicino al nostro paese, un po’ per dar forza alle persone e a noi stessi. Per rimanere sani e forti bisogna sentirci profondamente uniti”, hanno dichiarato.

Quello che poteva risultare un banale inno alla vita o il classico ed irritante grido di speranza per un mondo migliore, che si sarebbe perso come tanti brani, Reboot si distingue per la qualità del sound proposto. Sfumature neo-soul si allacciano perfettamente con l’hip hop di una volta, assieme ad un testo che non delude: “Mi sento come Ulisse che fa a pugni con Nessuno” e poi “come faccio a pagare l’affitto senza queste note” ed ancora “ci rivedremo, non è un addio”. Il messaggio di speranza e di amore di Reboot arriva chiaro, attraversando necessariamente precarietà, paura per un futuro distante, paranoia ed incertezza. Trovando la luce nell’oscurità di noi stessi, l’auspicio di Reboot è quello di un ritorno al contatto più consapevole di prima, vivendo nuovamente una vita piena insieme.

Riccardo Davoli