Home Cultura Musica e Rumori di Fondo

IRuna

SHARE

Irene Montesi, in arte IRuna, comincia il suo percorso artistico poco più di 5 anni fa, dopo due trascorsi all’estero, facendosi le ossa da sola e raffinando la sua sorprendente e talentuosa vocalità nel coro del Saint Louis Music School. Ascolta musica Black, Jazz, Soul, Indie-americana e cantautorato latino, fino a quando decide di scrivere e cantare in italiano. Ispirata da cantautori occidentali di diverso tipo, come Battisti, Amy Winehouse e Fiona Apple, lavora sodo e colleziona, un passo alla volta, preziose partecipazioni sui palchi della scena romana.

Nella produzione di IRuna tornano spesso gli strumenti a corda in versione acustica, il suono del legno è la cassa di risonanza caraibica, richiamo inconfondibile delle origini sud americane, che porta nel sangue. Grande è la soddisfazione quando nel 2017 pubblica Bacche di Goji, che porta la giovane musicista ad esprimere le sue influenze oceaniche spaziando tra Jazz, Bossanova e Pop, promuovendolo per tutto il 2018. Il punto di vista dell’EP è quello di una ragazza che cresce con sensibilità e passione nelle cose, costruendo un universo tragi-ironico, con un linguaggio deciso e chiaro. Le soddisfazioni si susseguono rapidamente e così, dopo l’incontro con Matteo Domenichelli, musicista di Giorgio Poi, IRuna concorda con lui la produzione di un album con una sonorità più compatta ed articolata, affiancando alla chitarra strumenti contemporanei come synth e pad. L’uscita del disco era prevista per i primi mesi del 2020, ma causa pandemia è stata posticipata, promettendo però di fare uscire altre canzoni satelliti durante l’estate e singoli nei mesi autunnali. Se durante il lockdown tutto si è fermato, la vena creativa di IRuna ha continuato a pulsare forte, producendo in quarantena un EP in versione acustica intitolato Come tutti, disponibile su Bandcamp.com, scandito da una vena agrodolce e malinconica. IRuna esce dai canoni stretti dell’ITPOP e del mercato, per dispiegare la sua voce al servizio di temi sociali ed esistenziali con l’approccio di sempre, ora però il punto di vista non è quello di una ragazza ma di una donna sensibile e più consapevole di prima.

Riccardo Davoli