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Luchè – Dove volano le aquile

Dove volano le aquile, il disco di Luca Imprudente detto Luchè, napoletano di Marianella, classe 1981, è volato sulla vetta delle classifiche italiane e non. Addirittura, il vinile è già diventato il feticcio, tanto per i fan più incalliti quanto per i collezionisti. “Non mi sento apprezzato per tutto ciò che ho fatto in questi anni”. Il rapper, fondatore dei Co’Sang, ha realizzato questo lavoro da solista e finalmente si può dire che si è preso quello che per troppo tempo ha visto sfuggirgli di mano. Il successo ed il pieno consenso popolare. “Forse perché non ho mai ceduto alle tentazioni del pop e sono rimasto legato alla musica con la quale sono cresciuto”, dice ora il rapper.

Dove volano le aquile è uscito il primo aprile per Columbia Records e dalla ricchezza dei contenuti e delle collaborazioni sembra essere la versione director’s cut già alla prima stampa. Infatti, oltre ai sedici brani ricchi di feat che percorrono l’intera scena italiana, da Madame a Elisa passando per Marracash, Noyz Narcos e Guè, troviamo tre monologhi che riassumono il pensiero del cantante letti da Marco D’Amore, Belén Rodriguez e Alessandro Siani. Riflessioni davvero interessanti da non skippare. Ammettendo il rifiuto inziale per l’intero disco, ora, in preda ad una particolare sindrome di Stoccolma, non riesco più a farne a meno apprezzandone lo spirito old school che suona d’avanguardia.

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Riccardo Davoli

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